Dal campo
Cipolla Rossa di Tropea Igp: tra leggenda e innovazione digitale
Il Consorzio presenta a Think Fresh 2026 la nuova strategia di tutela per un marchio che vanta il 97% di notorietà

Con una notorietà che sfiora il 97%, la Cipolla Rossa di Tropea Calabria Igp si conferma un case history d’eccezione per l’ortofrutta italiana. Sul palco di Think Fresh 2026, il Consorzio di Tutela ha delineato la nuova strategia di valorizzazione: un percorso che intreccia le radici leggendarie del prodotto con moderne direttrici di rilancio e consolidamento sul mercato.
Una storia che parte dal mare
Il fascino di questo bulbo affonda le radici in tempi antichi. Come ricordato dal presidente Giuseppe Laria, la leggenda ne attribuisce l'introduzione ai Fenici o a pescatori di ritorno dalle battute in mare. Già nel Medioevo il prodotto era ampiamente diffuso tra Tropea e Parghelia, ma è all'inizio del '900 che avviene la svolta commerciale. In quel periodo, importatori americani di ritorno dalla Sicilia assaggiarono la cipolla e la vollero a tutti i costi.
“I produttori e i commercianti del tempo iniziarono questa esportazione verso le Americhe – ha raccontato Laria – il prodotto veniva messo in ceste di castagno e veniva spedito nei vagoni ferroviari che venivano assemblati a Tropea: da qui prende il nome Cipolla Rossa di Tropea”.

Territorio e tecnica
Ma, come ha ricordato Roberto Della Casa, Responsabile scientifico di Agroter Group, non è solo una questione di storytelling: la dolcezza della Cipolla di Tropea ha basi scientifiche precise.
Carmen Giampà, consigliera del Consorzio, ha illustrato le caratteristiche distintive di un prodotto disponibile tutto l’anno grazie alla distinzione tra cipolla fresca a gambo verde e cipolla da serbo secca, commercializzata nelle iconiche trecce o in diverse confezioni. “La dolcezza dipende sicuramente dal territorio e dalle proprietà del terreno – ha spiegato Giampà – ovvero la ridotta presenza di solforati che sono motivo della piccantezza. Poi abbiamo l’acqua, che aiuta a sviluppare la quercitina, un potente flavonoide dalle qualità antiossidanti”.

Le sfide della nuova governance
Nonostante una notorietà del 97% tra i consumatori italiani e una penetrazione di consumo del 74%, dati emersi dalle ricerche Agroter, il settore oggi sta attraversando un momento delicato per la redditività dei produttori. La risposta della nuova governance risiede in un progetto strategico avviato con il supporto di Agroter e Sata, mirato a un maggior coinvolgimento della base sociale attraverso azioni concrete su più fronti.
Sul fronte tecnico, il Consorzio sta attivando progetti pilota per il risparmio idrico e per la standardizzazione qualitativa. Parallelamente, l'area mercato si sta focalizzando sulla tutela del marchio e sul contrasto serrato alla contraffazione per garantire valore alla filiera.

Contraffazione e consapevolezza
In chiusura, Roberto Della Casa ha evidenziato come il successo di un brand esponga inevitabilmente il fianco al fenomeno delle imitazioni, un mercato parallelo che genera un danno non solo economico ma reputazionale, poiché privo degli standard qualitativi assicurati dall’Igp. Per arginare il problema, Carmen Giampà ha ribadito la centralità della cultura di prodotto: la strategia del Consorzio punta tutto sulla consapevolezza nei canali B2B e nel retail, fornendo agli operatori gli strumenti per distinguere l’originale dalle contraffazioni. In questa battaglia per il valore, l'innovazione gioca un ruolo chiave anche sul fronte interno: il lancio di un’app dedicata permetterà infatti di coinvolgere i soci in tempo reale, rendendo gli agricoltori protagonisti diretti delle strategie di tutela e del cambiamento in atto nella filiera.
In conclusione, quello della Cipolla di Tropea è un percorso di crescita che conferma come, anche per le eccellenze storiche, l'innovazione sia l'unico strumento per difendere l'identità sul mercato.
Ha collaborato Lucia Gatta



















