Ciliegie, il Cile rivede al ribasso le sue stime

Esportazioni in calo a volume del 14,6% rispetto alla prima previsione di ottobre

Ciliegie, il Cile rivede al ribasso le sue stime

Il clima e la logistica sono fattori primari per la buona riuscita di una campagna commerciale. Lo sa bene il Cile che ha dovuto rivedere al ribasso le stime del suo export cerasicolo, calate del 14,6% a volume rispetto alla previsione precedente. A riportare la notizia è la testata Fruitnet.com che cita i dati diffusi dal Comitato cileno delle ciliegie.

Il cambio rispetto alle prime stime di ottobre è dipeso dagli eventi climatici avversi. Secondo la nuova stima, i volumi delle esportazioni saranno pari a 400 mila tonnellate, ovvero il 14,6% in meno rispetto alla prima previsione e l'1,89% in meno rispetto al totale delle spedizioni della scorsa stagione.

"In questa stagione non è stato facile stimare i volumi, a causa degli effetti del cambiamento climatico e del fenomeno El Niño, fattori che insieme hanno contribuito a variare i volumi di settimana in settimana - ha affermato la direttrice esecutiva del comitato Claudia Soler - le previsioni evolveranno con l'avanzare della stagione e si valuteranno gli effetti delle ultime piogge sul terreno”.

L'alta stagione rimane concentrata alla settimana 51, dal 18 al 24 dicembre. “Oggi i nostri sforzi sono concentrati nel mantenere i livelli qualitativi della frutta che esportiamo e, nonostante il calo dei volumi, siamo fiduciosi che sarà una buona stagione", ha affermato Soler. ”Crediamo che i mercati potranno rispondere positivamente".

Ad incombere sul settore cerasicolo anche le condizioni logistiche del Paese. Come riporta l’articolo, i produttori devono fare i conti con un sistema doganale automatizzato al collasso. La federazione dei produttori Fedefruta ha affermato che il sistema è inattivo da alcuni giorni e che sta monitorando attentamente la situazione.
Fedefruta ha chiesto al Servizio nazionale delle dogane di attivare al più presto un piano di emergenza. "Ci auguriamo che questo problema informatico, che va avanti da tempo, venga risolto al più presto. Un ritardo nel trasporto può infatti incidere sullo stato dei frutti che già erano molto difficili da raccogliere e confezionare" ha sottolineato la federazione.

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