Dal campo
Campi a rischio: l’impennata dei costi minaccia la produzione
L'effetto del conflitto in Iran si abbatte sulla filiera, fertilizzanti a +35% e plastica ai massimi

L’esplosione dei costi di produzione fino al 30% scatenato dalla guerra in Iran mette a rischio le produzioni agricole, con rincari a doppia cifra per fertilizzanti e listini delle materie plastiche, rendendo necessarie misure urgenti di sostegno Ue per tutelare le coltivazioni. Ad affermarlo è la Coldiretti in occasione della mobilitazione di tremila agricoltori e pescatori dell’Adriatico al Pala Dean Martin di Montesilvano, in Abruzzo, che arriva dopo altre tappe in tutta Italia che hanno visto la partecipazione di 40mila soci agricoltori anche per denunciare inganni come quelli dell'ultima trasformazione sostanziale del codice doganale che permette di far diventare made in Italy prodotti che italiani non sono. Presenti il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, il segretario generale Vincenzo Gesmundo, i presidenti di Coldiretti Abruzzo Pietropaolo Martinelli, Coldiretti Marche, Maria Letizia Gardoni, e Coldiretti Molise, Claudio Papa, oltre al ministro dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare Francesco Lollobrigida.
Complessivamente, tra energetici, fertilizzanti e antiparassitari, i costi per un'azienda agricola salgono fino al 30%, colpendo soprattutto quelle più meccanizzate.
In crescita soprattutto i fertilizzanti: l’urea ha registrato rincari di circa il 35% rispetto al periodo pre-conflitto in Iran, con maggiorazioni di oltre a 200 euro a tonnellata, secondo l'analisi Coldiretti sui dati delle Camere di Commercio. Tendenza al rialzo per tutti i prodotti, dal nitrato ammonico al solfato ammonico. Uno scenario che come già con la guerra in Ucraina, evidenzia la vulnerabilità di un’Europa che ha scelto di delocalizzare la produzione di fertilizzanti per motivi puramente ideologici. Da qui la necessità di una svolta radicale, che punti sulla valorizzazione dei concimi naturali come il digestato, ma anche la cancellazione del Cbam, il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (Cbam) che tassa i fertilizzanti gravando pesantemente sui bilanci delle imprese agricole e, più in generale, mettendo a rischio la sovranità alimentare dell’Unione Europea.- Un tema al centro di un incontro con il vicepremier e Ministro degli Affari Esteri Antonio Tajani.
Agricoltori e cittadini i più penalizzati.
I rincari riscontrati sui prodotti al consumo non si trasferiscono però sui prezzi pagati agli agricoltori, che restano la categoria più penalizzata della filiera insieme a cittadini consumatori che ora combattono con i rincari nel carrello. Analizzando i listini Ismea della seconda settimana di marzo di frutta e verdura, si nota che le fragole calano del 18%, mele e pere rimangono stabili e i kiwi aumentano dell’1%, rispetto alla settimana precedente. Calano anche carciofi, bieta, finocchi, indivia e lattuga, mentre aumentano carote, cipolle, cavolfiori e cavoli broccolo.
Fonte: Ufficio Stampa Coldiretti
In apertura: immagine creata con l'ausilio dell'intelligenza artificiale




















