Attualità
Berries, agrumi e orticole, l’emergenza Spagna si allarga: già 3 miliardi di perdite ma valutazioni ancora in corso
Rischio “coda lunga” su rese, qualità e costi di ripristino dopo allagamenti e vento

In Spagna la conta dei danni è entrata nella fase più delicata: dopo le ondate di maltempo “a catena” delle ultime settimane, tra allagamenti, vento e grandinate isolate, tecnici e periti stanno perfezionando le stime campo per campo, come riportato da ValenciaFruits. Sul tavolo, soprattutto, l’impatto su piccoli frutti (fragole e berries), agrumi e orticole, con effetti che in alcune aree si stanno misurando in decina di migliaia di ettari compromessi, raccolti persi e infrastrutture agricole da ripristinare.
Il primo bilancio tecnico arriva dall’ente assicurativo agricolo Agroseguro: gennaio 2026 è stato il più piovoso degli ultimi 25 anni, con 25.304 ettari colpiti (dato in crescita rispetto allo stesso mese dell’anno precedente) e un numero di segnalazioni che sfiora i 4.000 casi. Per tipologia colturale, la fotografia evidenzia un’incidenza elevata sui piccoli frutti (soprattutto nella provincia di Huelva), seguiti da agrumi e ortaggi.
Il quadro meteo è stato eccezionale: piogge persistenti e terreni saturi, con una sequenza di tempeste atlantiche che ha combinato precipitazioni intense, forti venti e fenomeni localmente violenti. Nella fase più critica, i danni maggiori si sono concentrati sulle produzioni più esposte o prossime alla raccolta: agrumi e ortaggi (tra cui carciofi, patate, spinaci, broccoli e carote), oltre a fragole e frutti di bosco. Agroseguro stima che il perimetro complessivo degli appezzamenti coinvolti possa arrivare fino a 40.000 ettari, man mano che le verifiche proseguono e le condizioni di accesso ai terreni migliorano.
Il baricentro della crisi, però, resta l’Andalusia, dove le valutazioni sono tuttora in corso e la dimensione economica del danno si sta rivelando molto più pesante della prima fotografia assicurativa. È in questo contesto che si colloca la visita del Commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen nelle aree agricole colpite, a partire dalla zona di Jerez de la Frontera, insieme al presidente regionale Juanma Moreno. Qui il dato che pesa come un macigno è la stima delle perdite: oltre 3 miliardi di euro di danni alla produzione agricola e un impatto che, secondo la Junta, coinvolge circa 200.000 ettari di terreni agricoli, con una riduzione stimata tra 15% e 20% della capacità produttiva regionale.
Il messaggio chiave di Hansen è duplice: solidarietà e strumenti, ma anche realismo sui margini finanziari. Il Commissario ha assicurato che l’UE farà “tutto il possibile” per sostenere aziende agricole e allevamenti colpiti, richiamando la necessità di lavorare in coordinamento tra livelli regionale, nazionale ed europeo. Allo stesso tempo, ha indicato che la riserva di crisi agricola disponibile a livello UE è limitata (ordine di grandezza 450 milioni complessivi), motivo per cui Bruxelles dovrà valutare l’attivazione di altri canali, dal Fondo europeo di solidarietà a misure che consentano alle aziende di non perdere i sostegni PAC nonostante l’impossibilità temporanea di rispettare alcuni requisiti, fino al rafforzamento dei sistemi assicurativi.
Sul fronte delle risposte immediate, la regione ha annunciato un primo pacchetto di aiuti da 1,8 miliardi di euro, con una quota rilevante destinata all’agricoltura, mentre Madrid ha varato un piano nazionale di sostegno più ampio per i territori colpiti, in parallelo alla richiesta di attivare strumenti europei straordinari. Ma la vera variabile, nelle prossime settimane, resterà l’evoluzione delle colture: per le erbacee (a partire dai cereali) l’impatto si misurerà sullo sviluppo vegetativo, mentre per le filiere più esposte – berries, agrumi, orticole e olivicoltura – il rischio è una coda lunga fatta di cali di resa, problemi qualitativi e costi aggiuntivi di ripristino di strutture e accessi aziendali.



















