Avocado anche in climi temperati? La ricerca spinge la soglia fino a -8 °C

Alcune linee sperimentali selezionate dall’Università della Florida mostrano una resistenza al freddo ben superiore agli standard attuali

Avocado anche in climi temperati? La ricerca spinge la soglia fino a -8 °C

Coltivare avocado in aree temperate, dove in inverno si possono raggiungere minime fino a -8 °C, non è più soltanto un’ipotesi. È questa l’indicazione più interessante che emerge da una ricerca dell’Università della Florida – come riporta Portalfruticola.com - secondo cui alcune linee sperimentali selezionate dal proprio programma di miglioramento genetico hanno mostrato una tolleranza al freddo nettamente superiore rispetto alle varietà oggi più diffuse. Un risultato che potrebbe aprire nuovi scenari per l’espansione della coltura in contesti climatici finora considerati troppo rischiosi.
A offrire una verifica concreta è stata la forte ondata di gelo che ha colpito la Florida nel gennaio 2026, che si è trasformata in un test naturale per il lavoro dei ricercatori dell’UF/IFAS, l’Istituto di Scienze Alimentari e Agricole dell’ateneo. L’episodio ha consentito di osservare sul campo la risposta di centinaia di piante allevate all’aperto e selezionate proprio per la loro resistenza alle basse temperature.
Secondo José Chaparro, professore associato di scienze orticole e responsabile del progetto, in alcuni casi le piante sono rimaste verdi e vitali anche in condizioni che avrebbero compromesso gravemente le varietà commerciali più diffuse. L’obiettivo del programma, avviato nel 2005, è infatti chiaro: sviluppare avocado capaci di sopportare gelate intense senza rinunciare alla qualità del frutto.
La sfida è rilevante, perché le varietà tradizionali mostrano una tolleranza limitata al freddo. Gli avocado delle Indie Occidentali, prevalenti nel Sud della Florida, iniziano a subire danni attorno a 0 °C, mentre gli ibridi guatemalteco-messicani coltivati in California faticano sotto i -4 °C. Al contrario, alcune delle selezioni sviluppate dall’Università della Florida sono riuscite a sopravvivere a temperature comprese tra -7 °C e -8 °C, segnando un passo avanti importante sul piano genetico e agronomico. Nel corso degli anni i ricercatori hanno registrato progressi anche nelle dimensioni del frutto, nel contenuto di olio e nella tolleranza all’antracnosi, pur continuando a lavorare su aspetti come lo spessore della buccia e la tendenza alle spaccature. L’obiettivo finale resta quello di arrivare a un avocado più rustico ma con caratteristiche vicine agli standard richiesti dal mercato, a partire dalla Hass: polpa cremosa, contenuto di olio elevato e buona qualità commerciale.
Se confermati nelle future selezioni, questi risultati potrebbero ampliare le aree di coltivazione dell’avocado ben oltre le zone subtropicali più miti. Finora il vero limite è sempre stato il freddo. Ed è proprio su questo fronte che la ricerca americana sembra aver ottenuto i segnali più promettenti.