Arance siciliane, epilogo amaro: campagna più breve e meno prodotto

Mazzamuto: “Stagione partita benissimo, poi perdite pesantissime a causa del ciclone”

Arance siciliane, epilogo amaro: campagna più breve e meno prodotto

La stagione agrumicola della Piana di Catania si avvia alle battute finali con un bilancio agrodolce, segnato da aspettative iniziali positive e da un epilogo condizionato da eventi climatici estremi.
A raccontarlo è Ivan Mazzamuto, presidente della cooperativa La Normanna di Paternò, che ripercorre le tappe di una campagna partita sotto i migliori auspici. Le prime fasi, infatti, avevano lasciato intravedere uno scenario favorevole, sia in termini di qualità che di andamento commerciale.
“Fino all’arrivo del ciclone Harry la stagione stava andando bene”, spiega Mazzamuto. “C’erano tutte le condizioni per una campagna lunga e soddisfacente, ma quell’evento ha cambiato completamente le prospettive”. Il passaggio del ciclone ha avuto un impatto pesantissimo sulla produzione: circa il 50% del prodotto è finito a terra, mentre in magazzino si sono registrati scarti fino al 40%, con una drastica riduzione della quota di frutta commercializzabile. Una situazione che ha inevitabilmente accorciato la durata della campagna, ora ormai al fotofinish.

“Con le arance rosse siamo agli sgoccioli, a stento arriveremo a Pasqua”, sottolinea il presidente. “È stata una campagna corta, completamente condizionata da quanto accaduto dopo il ciclone”.
Sul fronte varietale, si chiude il capitolo delle arance a polpa rossa, come il Lepso, mentre la fase conclusiva sarà affidata al Tarocco Meli, ultima espressione di una stagione che non ha potuto esprimere appieno il proprio potenziale. La riduzione dell’offerta ha avuto ripercussioni dirette anche sul mercato. La carenza di prodotto ha sostenuto le quotazioni, con incrementi compresi tra il 15% e il 20% rispetto allo scorso anno. Tuttavia, il contesto resta complesso.

“I prezzi sono aumentati proprio per la scarsità di prodotto”, osserva Mazzamuto, “ma oggi anche la crisi geopolitica sta influenzando le dinamiche di mercato, rendendo il quadro ancora più incerto”.
Guardando avanti, la fine anticipata della stagione italiana potrebbe lasciare maggiore spazio alle produzioni estere, anche se al momento la loro presenza non è ancora significativa. Un aspetto che potrebbe cambiare nelle prossime settimane, proprio in virtù dell’uscita anticipata delle arance siciliane dal mercato.
Resta, in definitiva, il rammarico per una stagione che avrebbe potuto essere ben diversa. “È un’annata che difficilmente dimenticheremo”, conclude Mazzamuto. “Avevamo imboccato la strada giusta, ma il ciclone ha compromesso tutto”.