Agricoltori “utili in guerra”, bufera sulle parole di Hansen

Le parole del commissario europeo riaccendono il dibattito sul ruolo dell’agricoltura in Europa

Agricoltori “utili in guerra”, bufera sulle parole di Hansen

Le parole del commissario europeo all’Agricoltura Christophe Hansen, secondo cui in caso di guerra gli agricoltori sarebbero importanti perché sanno guidare mezzi pesanti e conoscono il territorio, hanno inevitabilmente acceso polemiche anche nel mondo agricolo. La frase è stata riportata dopo un suo intervento del 19 marzo davanti alla commissione Agricoltura del Parlamento europeo.  Al di là delle intenzioni, il punto politico e simbolico resta delicato. Gli agricoltori non hanno bisogno di essere “utili in guerra” per vedere riconosciuto il proprio ruolo strategico: lo sono già ogni giorno, perché garantiscono cibo, presidio del territorio, sicurezza degli approvvigionamenti e tenuta economica e sociale delle aree rurali. La stessa Commissione europea definisce agricoltura e filiera agroalimentare essenziali per la sovranità e l’autonomia strategica dell’Unione. 

In una fase segnata da tensioni geopolitiche, instabilità dei mercati e crescente pressione sui costi di produzione, il segnale atteso da Bruxelles è un altro: rafforzare la redditività delle imprese agricole e la sovranità alimentare europea, non evocare scenari che rischiano di spostare il baricentro del dibattito fuori fuoco. Per questo il chiarimento non sarebbe inutile: oggi più che mai l’agricoltura va considerata una infrastruttura civile strategica, non una retrovia da mobilitare in emergenza. (lg)