Agricola Azzurra, l’ortofrutta italiana diventa piattaforma di valore

Dal fico toscano all’avocado siciliano, il modello Orsero punta su filiere verticali, servizio alla Gdo e recupero delle produzioni identitarie

Agricola Azzurra, l’ortofrutta italiana diventa piattaforma di valore

In un mercato ortofrutticolo che corre più veloce delle stagioni, la sfida non è più soltanto produrre bene. È saper leggere i cambiamenti, adattarsi ai nuovi consumi, rispondere alla Gdo con continuità e servizio, senza perdere il legame con i territori e con il valore agricolo delle filiere.

È su questo equilibrio che Agricola Azzurra, realtà controllata dal Gruppo Orsero, sta costruendo un modello peculiare nel panorama italiano: produzione diretta, investimenti in aziende agricole autonome e partnership produttive fidelizzate. Un sistema flessibile, ma non improvvisato, che tiene insieme prodotti in forte sviluppo, come l’avocado siciliano, referenze identitarie e di nicchia, come il fico toscano e il peperoncino Vardacielo, insieme a produzioni più strutturate, dagli agrumi agli ortaggi.

Per approfondire questo percorso abbiamo intercettato Paolo Piccinni e Lorenzo Maestrelli, responsabili commerciali di Agricola Azzurra. Ne emerge il profilo di una piattaforma produttiva e commerciale che porta nell’ortofrutta italiana l’approccio verticale maturato da Orsero nella frutta d’importazione: presidio della qualità, lettura del mercato, attenzione alla sostenibilità e capacità di costruire filiere su misura.

“Prima di tutto occorre avere chiara la visione, e all’interno del Gruppo Orsero questa visione è molto chiara”, afferma Piccinni. “Siamo abituati a ragionare con un approccio verticale, focalizzato su qualità e sostenibilità. Con Agricola Azzurra abbiamo trasferito questa forma mentis alla produzione ortofrutticola italiana, senza preconcetti su territori o produttori. Questo ci permette di essere estremamente elastici nelle scelte e nelle risposte che diamo ai mercati, alla Gdo e - soprattutto - al consumatore”.

Dal campo al mercato
La forza di Agricola Azzurra sta proprio nella capacità di presidiare modelli produttivi diversi, mantenendo però un’unica impostazione strategica. L’azienda segue la selezione varietale, la produzione in campo, la lavorazione, il confezionamento e la distribuzione, potendo contare anche sulla rete commerciale e logistica del Gruppo Orsero.
“Ci occupiamo della selezione varietale, della produzione, della lavorazione, del confezionamento e della distribuzione, garantendo standard elevati in ogni anello della filiera”, prosegue Piccinni. “Investiamo direttamente nei territori più vocati e, al tempo stesso, integriamo nella nostra visione partnership strategiche con cui condividiamo valori, know-how e attenzione alla qualità”.

Il progetto ha già assunto dimensioni rilevanti, e il paniere arriva a circa quaranta referenze. Dietro questi numeri c’è un mosaico produttivo che spazia dalla gestione diretta alla collaborazione con aziende agricole partner, fino all’acquisto di prodotto in campagna per completare la gamma.

Magazzino Agricola Azzurra, Sicilia

“La parte produttiva gestita direttamente da noi comprende 230 ettari di agrumeti in Sicilia, tra arance bionde, arance rosse e limoni lavorate a Francofonte, dove abbiamo realizzato un nuovo magazzino di 5.000 metri quadrati dedicato alla lavorazione, calibratura e confezionamento degli agrumi destinati alla grande distribuzione; 14 ettari dedicati al fico coperto in Toscana, nella laguna di Orbetello; e un nuovo polo orticolo a Punta Secca, in provincia di Ragusa”, spiega Maestrelli. “Qui coltiviamo peperoni, melanzane e zucchine scure in dieci ettari di serre tecnologicamente avanzate, con l’obiettivo di triplicare la superficie nei prossimi tre anni”.

Alla produzione diretta si affiancano accordi con realtà agricole selezionate, chiamate a condividere la stessa impostazione su qualità, innovazione e sostenibilità. “Nel caso dell’avocado siciliano collaboriamo con la famiglia Faro, realtà leader nella produzione di piante mediterranee, subtropicali e per climi aridi, che coltiva quasi 50 ettari tra Messina e Catania, con la prospettiva di arrivare a 100 ettari”, aggiunge Maestrelli. “Sull’iceberg, invece, lavoriamo con un’azienda siciliana su una superficie di circa 100 ettari”.

La rete Fruttital come leva di servizio
Il modello produttivo trova poi sbocco nella rete commerciale e distributiva di Orsero, con Fruttital a fare da braccio operativo nei principali snodi della Penisola. È un passaggio decisivo, perché consente di gestire referenze molto diverse tra loro: prodotti ad alta rotazione, ortaggi di servizio, specialità con shelf life delicata e produzioni di nicchia che, senza una struttura commerciale adeguata, rischierebbero di restare confinate al territorio d’origine.
Qui la flessibilità non è solo produttiva, ma anche commerciale. Agricola Azzurra può costruire risposte diverse a seconda dei clienti, dei canali e delle esigenze della Gdo, mantenendo però una coerenza di fondo su qualità e identità delle referenze.
“Portare sul mercato prodotti difficili ma di alta qualità è una sfida doppia”, viene sottolineato. “Per noi è anche un’opportunità, perché ci consente di sviluppare un servizio importante per i clienti, fidelizzare il consumatore e, allo stesso tempo, tenere vive filiere che altrimenti rischierebbero di scomparire”.

Fico toscano e peperoncino Vardacielo
Uno degli esempi più rappresentativi è il fico dottato bianco toscano, una produzione dal forte valore identitario, ma progressivamente ridimensionata nel tempo per le difficoltà agronomiche e commerciali.

“Il fico dottato bianco è un’eccellenza toscana che un tempo veniva esportata, ma che negli anni è progressivamente scomparsa perché molto complessa da coltivare e commercializzare”, racconta Maestrelli. “Il sapore però resta straordinario. Per questo nella laguna di Orbetello abbiamo deciso di piantare 14 ettari di fico coperto da rete antigrandine e un campo sperimentale dedicato al recupero di varietà antiche e puntiamo ad aumentare ulteriormente le superfici”.
L’investimento, in questo caso, non riguarda soltanto una referenza. Riguarda il recupero di una filiera che rischiava di indebolirsi. La stessa logica si ritrova in altre specialità, come il peperoncino Vardacielo, antico ecotipo coltivato nel basso Salento, tra Otranto e Gallipoli. Il nome, in dialetto, significa “guarda il cielo”, perché la pianta cresce con i frutti rivolti verso l’alto. Il prodotto si distingue per gusto piccante ma equilibrato, polpa carnosa, profumo intenso e colore rosso brillante.
Per valorizzarlo, Agricola Azzurra ha sviluppato nel 2018 un bouquet di peperoncini: un format che trasforma una referenza tradizionale in una proposta capace di parlare anche il linguaggio del design e della distintività a scaffale. Non solo prodotto, quindi, ma racconto, identità e servizio.

Innovazione, sostenibilità e nichel free
Il recupero delle produzioni identitarie non esclude l’innovazione. Al contrario, la richiede. Il mercato cambia rapidamente e la risposta non può limitarsi alla conservazione del patrimonio esistente: servono nuove varietà, nuove tecniche, maggiore efficienza produttiva e una capacità costante di testare soluzioni in grado di migliorare qualità, resa e risposta al consumo.
“Nelle nostre aziende orticole abbiamo campi sperimentali dove testiamo le migliori varietà che la genetica mette a disposizione”, viene evidenziato. “L’innovazione è imprescindibile in un mercato così dinamico”.

Dentro questa traiettoria rientra anche il tema della sostenibilità, interpretata non come elemento accessorio ma come parte integrante del progetto di filiera. Il lavoro sul nichel free va proprio in questa direzione: rispondere a una domanda sempre più attenta a salubrità, sicurezza e trasparenza, rafforzando il posizionamento di Agricola Azzurra su produzioni capaci di unire qualità agricola, controllo e differenziazione dell’offerta.

Una piattaforma per filiere italiane di valore
La dinamicità di Agricola Azzurra sta dunque nella capacità di muoversi su piani diversi: produzioni proprie, aziende partecipate, partner agricoli, acquisto in campagna, prodotti di nicchia e referenze più consolidate. Ma il filo conduttore resta uno: dare continuità, prospettiva e mercato all’ortofrutta italiana di qualità. (lg)

Nella foto di apertura da sinistra: Lorenzo Maestrelli e Paolo Piccinni responsabili commerciali di Agricola Azzurra