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mercoledì 20 luglio 2022


«Pesche e nettarine, una campagna complicata»

È un mercato in fermento quello di pesche e nettarine quest’anno. La Spagna, con  problemi di scarsa produzione, fa aumentare la richiesta del prodotto italiano anche da parte del nord Europa e si prevedono volumi di raccolta molto simili al 2019, quindi una buona campagna nonostante i calibri più piccoli. 

Ne abbiamo parlato con Massimiliano Moretti, direttore commerciale di Agribologna, il Consorzio attualmente alle prese con la piena produzione di Big Top, la varietà di riferimento per le nettarine romagnole.



Entriamo nel pieno di una campagna complicata – spiega Moretti a IFN – che coinciderà molto probabilmente con il calo della produzione da parte dell’areale meridionale. Le aspettative di partenza sono buone e anche quelle per il continuo della campagna”.

Moretti parla di campagna in salita perché iniziata in ritardo. “La raccolta si è fatta aspettare una decina di giorni. In più, nel periodo primaverile non è piovuto e questo è un problema per lo sviluppo del calibro, che infatti quest’anno è inferiore rispetto alla norma”.



La siccità è comunque stata arginata grazie ai giusti impianti di irrigazione. “In questi ultimi due mesi siamo riusciti a far fronte alle carenze idriche perché i produttori hanno fatto ricorso a sistemi di irrigazione a sgocciolatoio che irrigano direttamente alla radice e sprecano poca acqua. Fino ad oggi con questa tecnica siamo riusciti a irrigare regolarmente, nonostante non sia la stessa cosa rispetto alla pioggia. Anche se dovesse piovere adesso, infatti, quest’acqua non potrebbe mai sostituire quella di cui si aveva necessità in primavera”.

In un’annata di costi esplosi, i prezzi sono discreti. “Stiamo recuperando con le quotazioni e speriamo che ci si attesti sui valori attuali, più soddisfacenti rispetto al 2019. È fondamentale che il mercato continui a rispondere e questo lo capiremo nei primi giorni di agosto, cruciali per l’andamento della campagna”. 

Tra i problemi sentiti di più in questa stagione, spicca su tutti la mancanza di reperibilità di manodopera, che aggiunta a tutto il resto (rincari e scarsità d’acqua) fa palesare il rischio di dover lasciare i frutti sulla pianta. “Bisogna tenere conto che le pesche vanno raccolte ad un determinato grado di maturazione e l’arco temporale su cui si può intervenire è di uno/due giorni. Se nessuno le raccoglie in tempo, il frutto non ha più le caratteristiche giuste per essere gestito nei canali per cui era previsto, quindi ci si trova a dover fare delle scelte”. 

È pur sempre però una stagione favorita da minor prodotto spagnolo, il grande competitor. “È innegabile – confida Moretti – che la mancanza di produzione spagnola si sia sentita. Adesso stiamo entrando nel pieno delle produzioni locali e si avverte che i consumi del nostro prodotto sono preferiti a quello estero. Anche sul fronte export, seppure non sia un mercato così centrale per noi, abbiamo notato un incremento delle richieste soprattutto dal nord Europa e con i quantitativi che abbiamo cerchiamo di dare massima copertura ai nostri clienti internazionali”. 



Nonostante le difficoltà non si arresta l’entusiasmo dei soci. “Continuano gli investimenti su nuove varietà per avere produzioni con le caratteristiche che cerca il consumatore. Le nostre ricerche vanno infatti nella direzione di varietà premium a livello qualitativo e che consentano di prolungare il periodo di produzione tipico romagnolo. Puntiamo quindi sulla ricerca di  varietà sia  precoci che tardive”.

I soci produttori di Agribologna sono valorizzati anche dal packaging, su cui appare il loro volto e il nome dell’azienda agricola. È il caso del marchio “Questo l’ho fatto io” che identifica la produzione del Consorzio da oltre 4 anni. “È un brand su cui continuiamo a puntare – continua il direttore commerciale - perché è il nostro segno distintivo. Fin dal principio c’è stata anche grande attenzione alla sostenibilità ambientale utilizzando dove possibile vassoi in cartone; i materiali plastici sono stati sostituiti in R-pet riciclato quasi al 100%. Sia in termini di vendita che di riconoscibilità stiamo raggiungendo risultati importanti. Il nostro obiettivo – conclude - è ampliare l’assortimento con nuove referenze per dare risposte al cliente che riconosce nel marchio prodotti buoni da mangiare e sostenibili come pack”. 

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