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martedì 5 aprile 2022


«Ciliegie, dipendiamo dalle ricerche estere»

Frutto simbolo del Macfrut 2022, quest'anno la ciliegia sarà protagonista dell'International Cherry Symposium dal 2 al 6 maggio, evento organizzato in collaborazione con le università di Bologna, Modena e Reggio Emilia e Politecnica delle Marche.
A meno di un mese da questi appuntamenti, abbiamo voluto fare il punto sulle colture più innovative e i ceraseti del futuro, spaziando dagli esempi degli areali esteri fino alle conseguenze del cambiamento climatico. Ne abbiamo parlato con Stefano Lugli, tra gli organizzatori di International Cherry Symposium. 

Qual è lo stato dell’arte attuale?
Grazie ai risultati ottenuti dalle ricerche in campo genetico, sul fronte varietale come quello dei portinnesti, insieme alle innovazioni introdotte di recente nelle tecniche di gestione dei ceraseti, oggi un moderno impianto di ciliegio può essere realizzato con successo coniugando insieme a 360 gradi i concetti della sostenibilità in frutticoltura: ottimale efficienza degli impianti, assoluta garanzia di produzioni di alta qualità, pieno rispetto della salubrità del prodotto e, non ultimo, massima convenienza circa i ritorni economici degli investimenti.

Com’è l’impianto del futuro? 
I modelli di impianto proponibili per il ciliegio vanno e andranno sempre più orientandosi verso sistemi ad alta densità, portinnesti semi-nanizzanti o nanizzanti - secondo l’ambiente - forme di allevamento ad assi multipli, sia in parete che in volume. Le forme in parte, meglio se strette e di altezza contenuta, sono particolarmente indicate per chi sceglie di adottare strutture di protezione multitasking e per chi vuole introdurre un certo livello di meccanizzazione in certe operazioni colturali, come la potatura e il diradamento, per ora. Alcune ricerche stanno andando oltre, inserendo anche la raccolta tra le operazioni potenzialmente automatizzabili.


I nuovi sistemi di allevamento del ciliegio a 2D.
Il prof. Whiting della Washington State University USA, ideatore della forma a UFO.
Se ne parlerà al prossimo simposio internazionale del ciliegio a Macfrut 2022

Quali sono i limiti all'innovazione del ceraseto?
La scelta dell’ambiente di coltivazione, cioè il terreno e il clima, è fondamentale per riuscire ad ottenere un risultato ottimale. Estremizzando i concetti che legano la vocazionalità di un’area produttiva alle scelte tecniche su un nuovo impianto di ciliegi che un bravo imprenditore dovrebbe considerare, possiamo delineare tre casistiche.



Scelta del sistema di impianto da adottare nei nuovi ceraseti:
l’importanza dell’ambiente di coltivazione

Nella prima, i concetti dell’alta o altissima densità di impianto possono essere adottati senza problemi. Nella seconda, occorre combinare al meglio la scelta della varietà (fertilità e vigore) adattandola alle caratteristiche del portinnesto (vigore e rusticità). Nella terza situazione, personalmente, eviterei di consigliare ad un imprenditore di realizzare un nuovo impianto di ciliegio, almeno con gli schemi proposti.


Quali innovazioni nella gestione del ceraseto possiamo 'importare' dagli areali esteri, adattabili alle nostre zone produttive?
Difficile rispondere. In Italia non si fa più ricerca pubblica sulle tecniche di conduzione e gestione dei ceraseti, salvo qualche sporadico caso. Nel post raccolta ancor meno. Siamo dipendenti dalle ricerche effettuate all’estero. Esperienze che proviamo ad applicare con un semplice copia e incolla alle nostre realtà dimenticandoci dell’importanza della sperimentazione fatta a livello locale, che non c’è. A livello varietale siamo da anni subordinati ai genotipi ottenuti dai programmi di breeding americani e canadesi, unica eccezione il progetto Sweet dell’Università di Bologna che sta avendo buoni riscontri, non solo da noi. Sui portinnesti, propaghiamo e coltiviamo portinnesti tedeschi (es. serie Gisela e Weigi) o russi (es. serie Krymsk) senza averli adeguatamente sperimentati. Sulle tecniche di allevamento e gestione dei ceraseti prendiamo spunto dai modelli che i ricercatori francesi e americani ci suggeriscono come ottimali. 

Impianto sperimentale allevato a candelabro cv Sweet su Gisela 6
presso il Centro sperimentale di Unibo a Cadriano (Bo)

Siccità e tecniche di produzione cerasicola: torneremo a portinnesti più vigorosi e quindi più resistenti? Oppure dobbiamo essere più accorti nell’irrigazione sfruttando al meglio le tecnologie?
Direi che entrambe le soluzioni sono praticabili. Ma i risultati delle ricerche ci dicono che per ottenere produzioni ottimali, dalle 10 alle 15 t/ha, e, insieme, prodotti di alta qualità, ovvero ciliegie di calibro 28 e oltre, occorrono portinnesti altamente efficienti e varietà adatte. Probabilmente pochi sanno che il Gisela 6 è molto più performante dal punto di vista energetico ed irriguo di un portinnesto vigoroso come ad esempio il CAB 6P, un soggetto considerato, erroneamente, più rustico dei Gisela.


I portinnesti nanizzanti, come Gisela 6, risultano più efficienti dei soggetti vigorosi,
come Cab 6P 
(Morandi et al., in press)

Con questi presupposti, le moderne tecnologie di micro irrigazione e fertirrigazione degli impianti diventano fondamentali. Anche e soprattutto con l’uso degli strumenti diagnostici che la tecnica irrigua mette oggi a disposizione ai frutticoltori.

Le coperture sono diventate un elemento imprescindibile per ottenere una ciliegia di buona qualità. Come sfruttarle per allungare il calendario produttivo e per utilizzarle in serra?
Le coperture multifunzionali sono divenute indispensabili per la prevenzione dei danni da cracking e quelli derivanti da attacchi di insetti come drosofila, cimice e mosca delle ciliegie. Non è più sostenibile un ricorso alla sola difesa chimica, con 7-10 trattamenti tra insetticidi e fungicidi in una coltura che ha un ciclo di sviluppo di appena 45-60 giorni, secondo la varietà.


Ceraseto biodinamico ad alta densità con coperture monofila multitasking nelle colline cesenati.
Sopra, filari in piena fioritura al 25 marzo 2022.
Sotto, Simonetta ed Enzo Trapani, titolari dell'azienda, socia Apofruit.


L’adozione dei sistemi di difesa multifunzionale riduce drasticamente l’impiego di pesticidi nel ciliegio

Le sperimentazioni condotte con l’utilizzo di film plastici fotoselettivi per anticipare o ritardare l’epoca di maturazione del ciliegio non hanno avuto finora grandi risultati. Anche la coltivazione del ciliegio sotto serra rimane una realtà di nicchia. Troppi problemi legati alla produttività degli impianti e ai costi che, solo nelle annate più favorevoli, riescono a coprire gli investimenti. 


Sweet Aryana al 27.03.2022 nei tunnel serra di Pearl Cherry, Spagna


Ha collaborato Fabrizio Pattuelli

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