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mercoledì 9 febbraio 2022


Spagna, si riducono le superfici per meloni e angurie

I prezzi degli ortaggi autunnali spagnoli continuano a mantenere un buon trend, tant’è che i trapianti di meloni e angurie precoci possono aspettare. Come riporta la testata valenciafruits.com “I buoni prezzi di peperoni, pomodori, cetrioli e melanzane da dicembre, hanno portato molti agricoltori a ritardare la semina di meloni precoci o angurie, il che ridurrà la concorrenza tra angurie e meloni d'oltremare e del Senegal con le prime produzioni adaluse".

L’associazione Asaja prevede una riduzione delle superfici coltivate pari o superiore al 30%. “Le colture autunnali - si legge nell’articolo - hanno leggermente aumentato la loro offerta nel corso della settimana, favorite dall'aumento delle temperature notturne e dalla maggiore disponibilità di radiazione solare. Tuttavia, la produzione andalusa continua ad essere limitata e, in termini cumulativi, leggermente inferiore rispetto alla scorsa stagione”.
A testimoniare il buon andamento degli ortaggi spagnoli autunnali anche l'Osservatorio dei prezzi e dei mercati della Junta de Andalucía che riporta come “le principali colture orticole protette andaluse terminano il mese di gennaio con prezzi elevati”. Gli aumenti rispetto alla scorsa settimana si registrano in particolar modo su pomodori, melanzane e peperoni, in contrasto con l'evoluzione seguita da zucchine, cetrioli e fagiolini.



L'offerta di peperoni (in primis il California rosso) è leggermente aumentata nel corso della settimana, mentre era contenuta nelle settimane precedenti per la lenta maturazione del frutto dovuta alle condizioni climatiche prevalenti: tuttavia i livelli di produzione continuano ad essere limitati. Economicamente, la settimana è stata caratterizzata da un rialzo dei prezzi di tutte le tipologie analizzate, fatta eccezione per il California verde.  Si stima che la produzione totale di peperoni in attesa della raccolta ad Almería sia di circa 2-2,5 kg/m².

La campagna del pomodoro è nella fase centrale della sua produzione: la domanda attiva ha portato ad un aumento del prezzo medio del prodotto, prossimo al 20%, la cifra più alta delle due campagne messe a confronto.

L'offerta di cetrioli tipo Almería è leggermente diminuita rispetto alla scorsa settimana ed è calato anche il prezzo medio del 15%. Questo cetriolo ha ridotto la sua produzione questa settimana: alla fine della settimana 3, le quantità offerte non hanno soddisfatto la domanda e nella settimana 4 la produzione ha continuato a diminuire. Le piantagioni precoci e intermedie sono terminate, mentre dureranno fino a fine febbraio/marzo le piantagioni tardive.



Le zucchine continuano ad essere il prodotto più apprezzato per un'altra settimana. Il loro prezzo medio è sceso del 17% e la produzione è leggermente aumentata rispetto alla scorsa settimana, favorita dall'aumento dell'irraggiamento solare e dall'aumento delle temperature.

La melanzana è la coltura più sensibile alle oscillazioni termiche diurne-notturne prodotte durante la fase invernale, che ne rallentano la produzione. Le quantità vendute sono su livelli leggermente inferiori rispetto alla scorsa settimana, con la maggioranza dei calibri piccoli. Le melanzane hanno trascorso quasi due mesi con prezzi superiori a 1 euro/kg e, presumibilmente, porteranno alla fine della campagna autunnale con un saldo positivo dei prezzi per gli agricoltori.

L'offerta di fagiolini è leggermente aumentata nel corso della settimana e i prezzi all'origine sono diminuiti. Il fagiolino è in una fase di minore produzione della campagna, in quanto si trova in una fase di transizione tra le campagne autunnali e primaverili, che non aumenterà fino ad aprile.

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