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martedì 18 gennaio 2022


Post pandemia, più importanza all'ortofrutta

La pandemia ha accelerato nella popolazione lo sviluppo di nuovi stili di alimentazione all’insegna dell’equilibrio e della salubrità. A rivelarlo è Garden Gourmet, il marchio Nestlé che propone alimenti per chi sceglie uno stile di vita bilanciato e veggie che, in collaborazione con la piattaforma online Toluna, ha evidenziato le abitudini alimentari post pandemia.

L’indagine, che si è svolta online nel mese di ottobre 2021 su un campione di 1072 persone adulte rappresentativo della popolazione italiana, ha messo in evidenza quanto sia cambiato il rapporto con il cibo. In tema di fresco, si è visto un aumento nell’acquisto di frutta e verdura (56% come media, contro il 70% dei +55) mentre la metà dei rispondenti ha cominciato a scegliere più cibi salutari. Il 47% compra prodotti naturali (53% tra chi ha più di 55 anni) e ha limitato il numero di cibi superflui nel carrello (56% tra i +55, ma anche 54% tra i 18-24). Il 43% legge le etichette con più attenzione e il 34% dichiara di valutare anche le tematiche ambientali come criterio di preferenza e di scelta. Dopo aver individuato in una fase qualitativa preliminare le abitudini alimentari emergenti più interessanti, Garden Gourmet le ha quantificate e mappate per genere, età e stili di preparazione, condivisione e consumo del cibo. Gli stili alimentari emersi sono 4, in ordine: i Genuini, Quelli del week end libero, gli Equilibrati e gli Stagionali.  



Come prevedibile, la pandemia ha avuto effetti anche sulle abitudini nell’acquisto di cibi: oltre la metà degli interpellati (56%) dichiara di aver cambiato la composizione del paniere (59% donne), mentre i giovani 18-24 sono la categoria in assoluto più flessibile e disponibile al cambiamento (75%). Durante la pandemia si sono modificate anche le abitudini a tavola. Il 44% dei rispondenti dichiara di dedicare oggi maggiore attenzione alla qualità del cibo, che è diventato strumento di cura di sé, e il 37% di informarsi di più sulle caratteristiche e origine delle materie prime, in particolare nella fascia d’età 25-34.Entrando nel dettaglio di quali consumi sono cambiati proprio in conseguenza di questo interesse al benessere, emerge un elenco che è un vero nuovo decalogo alimentare: più acqua (55%), più cibi a ridotto contenuto di zucchero (40%), grassi (36%) e sale (31%), meno alimenti di origine animale (27%), porzioni più scarne (25%), più integratori (20%).

Ancora ridotto lo spazio dedicato al digiuno intermittente (8%), popolare solo tra i più giovani, ma che è interessante come conferma della diffusione di nuove conoscenze sugli effetti salutari delle restrizioni caloriche. Il minor consumo di alimenti di origine animale e la tendenza più marcata verso il flexitarianismo (stile di alimentazione flessibile e vegetariano) rimandano a motivazioni etiche (48%) e di sostenibilità ambientale (42%), e si registrano in modo trasversale tra Stagionali (44%), Genuini (36%) ed Equilibrati (34).
Si evince che l’attenzione al benessere psico-fisico, in particolare collegato al cibo, è oggi la filosofia di vita più diffusa e tra gli Italiani.

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