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lunedì 18 ottobre 2021


Disagi per il G-Day, ma la filiera regge

Obbligo di green pass nei luoghi di lavoro, disagi ma senza conseguenze pesanti - almeno per ora - sulla filiera ortofrutticola. Il G-Day di venerdì è stato cadenzato da manifestazioni di piazza e in alcuni luoghi strategici del Paese, con ricadute tutto sommato limitate sui trasporti e sul normale svolgimento delle attività lavorative. 

Nella "fase" produttiva c'è chi sta adottando le opportune contromisure: in Trentino un gruppo di lavoro trasversale comprendente l’assessorato all'Agricoltura, la Federazione Trentina della Cooperazione, Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Act, Acli Terra e l’Ente Bilaterale Ortofrutta Trentino ha elaborato soluzioni per i lavoratori agricoli stagionali, in particolare stranieri. La Provincia Autonoma, l’Apss e la Federazione trentina della cooperazione, in quest'ottica, hanno messo a punto un piano per agevolare la vaccinazione e i tamponi: per vaccinarsi non è necessaria la prenotazione, si può effettuare nel sito vaccinale di Cles e al drive through di Trento, in un' area dedicata; per i tamponi, la Federazione Trentina della Cooperazione ha organizzato in Val di Non, in collaborazione con Melinda e Apot, punti specifici dove effettuarli.



Nel Lazio però l'associazione Aspal denuncia che "se prima era difficile reperire manodopera, adesso è praticamente impossibile".  E in un comunicato spiega: "Tra grandinate, moria del kiwi e mancanza di personale il nostro settore non può più andare avanti così. Facciamo un appello ai sindaci del nostro territorio chiedendo che, vista la latitanza del Governo, intervengano almeno loro".
 
Venendo alla logistica, venerdì hanno manifestato in migliaia, provenienti da mezza Italia, al porto di Trieste, diventato epicentro della protesta proseguita nel weekend. Sabato c'è stato il dietrofront del Coordinamento dei portuali triestini che, dopo il comunicato diffuso in serata, confermato dalla conferenza stampa tenuta dal leader Stefano Puzzer, è tornato sulla propria decisione sostenendo in un breve messaggio sui profili social che "il presidio continua e non si molla". 

Un centinaio di lavoratori no green pass era in presidio già alle 6,30 di venerdì al porto di
Genova, dove sono stati bloccati alcuni varchi e l'ingresso ai camion che dovevano scaricare, con il blocco del traffico merci. Più a Sud, una manifestazione dei lavoratori dei cantieri ha di fatto impedito per alcune ore l'accesso nord alla zona portuale di Ancona. Situazione sostanzialmente normale negli altri porti. 



Partenza tutto sommato "soft" del Green Pass nei Centri agroalimentari: "La situazione è sotto controllo, non si registrano disagi", commentava venerdì pomeriggio il presidente di Italmercati - la Rete dei principali enti gestori - Fabio Massimo Pallottini. "Nei giorni scorsi gli aderenti al nostro network hanno messo a punto direttamente, e confrontandosi assiduamente con gli operatori? le diverse procedure per affrontare questa novità. Dalle notizie che arrivano dai nostri 18 Mercati all’Ingrosso tutto si è svolto regolarmente, i controlli ci sono stati nel rispetto della legge, chiedendo di esibire il Green Pass su richiesta, evitando interventi inutilmente esasperati. Alcuni Mercati si stanno attrezzando per effettuare controlli non solo a campione, ma pure a rotazione, garantendo così una sempre più ampia osservazione dell’evoluzione della situazione”. "Tutti - conclude Pallottini - hanno saputo applicare le procedure salvaguardando luoghi e posti di lavoro. Garantendo così la distribuzione di cibo fresco e freschissimo in tutto il Paese”.



In alcune piattaforme come Milano però i grossisti lamentavano la mancanza di controlli sugli "avventori” dell’area mercatale e più in generale su coloro che accedono in Mercato senza fare riferimento a singole aziende: "Così si crea un miscuglio tra controllati e non che alla fine vanifica il senso stesso della normativa", sottolineava venerdì un operatore dell'Ortomercato lombardo.

Nei punti vendita della piccola, media e grande distribuzione, infine, per il momento, non sembrano registrarsi problemi nella ricezione delle merci: l'ortofrutta, insomma, continua a viaggiare, come era stato anche nei momenti più difficili e bui della pandemia. Vedremo se sarà così anche nei prossimi giorni. 

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