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lunedì 27 settembre 2021


La disinformazione è servita

La classifica stilata dall'Environmental Working Group - gruppo americano che ogni anno studia i residui di pesticidi su frutta e verdura sulla base di campioni prelevati dal Dipartimento dell’Agricoltura statunitense e dalla Food and Drug Administration - risale addirittura a marzo e riguarda prodotti statunitensi, ma alcuni mass media italiani la stanno rilanciando in queste ore con titoli allarmanti e catastrofisti: "Pere mele e spinaci tra i cibi più contaminati da pesticidi, come rimuoverli in casa", scrive Il Messaggero online; "Frutta con pesticida, non solo mele e pere: pericolosa contaminazione, quali devi evitare", va giù duro Libero Quotidiano.it. Riprendendo chissà quale fonte.


Il titolo di Libero Quotidiano.it

Secondo la graduatoria del sodalizio americano che ogni anno individua la “Dirty Dozen” (ossia la "Sporca Dozzina"), fragole, spinaci, kale, nettarine, mele e uva sono le referenze americane più contaminati da pesticidi, davanti a ciliegie, pesche, pere, peperoni, sedano e pomodori. L'elenco riguarda i prodotti più trattati con pesticidi e non corrisponde necessariamente a una classifica degli alimenti “più pericolosi”. E, va ribadito, interessa prodotti d'oltreaceano. 

Ma sul web, dove ovviamente si resta sul generico, tutti possono pensare si tratti di ortofrutta di Made in Italy: "Al primo posto nella classifica dei cibi più contaminati da pesticidi ci sono le fragole, ma nella top ten rientrano anche mele, pere e pesche - scrive così Libero - per quanto riguarda la verdura, invece, gli spinaci sono al secondo posto, prima di cavolo riccio e cime di rapa".  E incalza: "Ma c'è un modo per eliminare queste sostanze da frutta e verdura, prima di mangiarle? A quanto pare sì. Il primo consiglio per far fuori i pesticidi è quello di eliminare la buccia dove possibile. Inoltre, frutta e verdura vanno lavate bene sotto l'acqua corrente e poi lasciate in ammollo in una soluzione di acqua e aceto o bicarbonato. Infine, strofinate bene e sciacquate di nuovo con cura". 

"Questo sistema, comunque - mette in guardia Libero - non è infallibile, visto che non tutti i pesticidi si fermano all'esterno degli alimenti. In ogni caso, si tratta di un metodo che contribuisce a ridurre la quantità delle sostanze chimiche, oltre a eliminare polvere, smog e altri agenti inquinanti". 



E un'altra testata che scrive di tematiche green riporta: "È tempo di pere, uno dei frutti più amati in assoluto da adulti e bambini. Non tutti sanno, però, che le pere – così come le mele, le fragole e l’uva – rientrano tra la frutta contente più pesticidi, come rivelato da diverse analisi condotte sia in Italia che all’estero. La pera è stata, infatti, inserita al nono posto nella classifica La sporca dozzina 2021, realizzata negli Stati Uniti dall’Environmental Working Group, che ogni anno analizza frutta e verdura per valutare la presenza di pesticidi potenzialmente pericolosi che finiscono sulle nostre tavole". 

Ma anche la finanza sembra interessata ai pesticidi dell'ortofrutta: "Prima di mangiare le pere - scrive proiezionidborsa.it - dobbiamo lavarle con cura, in modo da eliminare ogni presunto residuo di pesticida". E giù con i consigli a base di... acqua e aceto, dal sapore un po' "vintage": "Bisogna mettere le pere in ammollo in un recipiente pieno di acqua e aceto di mele. La proporzione consigliata è 300 millilitri d’acqua e uno di aceto, per un ammollo di un quarto d’ora. L’altro metodo è lavare le pere con una soluzione di acqua e bicarbonato di sodio. Qui la proporzione è di un cucchiaio di bicarbonato ogni litro d’acqua. Anche in questo caso, sarà sufficiente un ammollo di circa 15 minuti". E la disinformazione è servita.

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