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lunedì 12 aprile 2021


«Taiwan andata e ritorno: i kiwi non hanno perso qualità»

Un carico di kiwi verde, spedito a Taiwan in container refrigerato, è rientrato in Italia dopo 107 giorni di viaggio con il 99% della qualità come dalla partenza. Lo racconta Adelino Cordioli, sales manager dell'Adfruit.

"Si, proprio cosi, la disavventura del nostro container, che dopo essere partito il 10 dicembre 2020 dal nostro magazzino di Baruchella Rovigo con destinazione Taiwan, è tornato il 27 marzo 2021 al punto di partenza, riservandoci l’incredibile sorpresa di appurare che la qualità era al 99% come alla partenza - racconta - Il container con il suo carico, dopo un viaggio diretto in Taiwan di 40 giorni circa, è stato respinto dalle autorità taiwanesi per presenza di 0,01ppm (probabile effetto deriva) di Etofenprox. Da notare bene che, in sette anni circa che esportiamo molti kiwi in quello stato, non abbiamo mai avuto alcun problema". 




"L’Etofenprox, autorizzato con valori molto alti su altri frutti in Taiwan, purtroppo non è tollerato neanche come traccia sui kiwi. Abbiamo provato a spiegare alle autorità taiwanesi che si trattava probabilmente di un effetto deriva, visto il valore infinitesimale rilevato dall’analisi, ma non c’è stato verso. In Italia, usato per la lotta in emergenza alla cimice asiatica, è autorizzato con un limite di 1.00ppm - prosegue Cordioli - Abbiamo anche informato prontamente la nostra associazione Cso Italy, la quale si è attivata immediatamente e nonostante non ci sia stato modo di cambiare le sorti, voglio evidenziare e ringraziarli pubblicamente, soprattutto nella persona di Simona Rubbi, per l’altissima professionalità dedicata alla nostra sventura, avendo attivato prontamente tutti i canali diplomatici possibili".



"Avendo provato tutte le opzioni percorribili e preso atto dell’impossibilità di entrare sul suolo taiwanese, abbiamo considerato che il container conteneva il 70% di Kiwi di grande calibro e qualità premium, pertanto abbiamo deciso di far ritornare a casa il nostro container, del valore di quasi 50.000 dollari. Come se non bastasse, la prossimità del capodanno cinese ci ha fatto perdere ulteriori giorni, permettendoci di far ripartire il container dopo ulteriori 20 giorni, affrontando cosi ulteriori 40 giorni di viaggio per l’Italia ed arrivando al nostro magazzino dopo ben 3 mesi e mezzo, con un transit time totale di ben 107 giorni - aggiunge Cordioli -  La complicata parte logistica è stata curata dalla società Dcs Tramaco, dove ripongo stima e ringraziamento per aver organizzato tutte le fasi del rientro e della parte documentale con professionalità e senza intoppi.  Alla riapertura del container, con grande trepidazione mista a curiosità di vedere come fosse arrivata la merce, siamo rimasti scioccati ed increduli di come si fosse mantenuta la durezza e la sanità del prodotto, dopo un’eccezionale permanenza nel container, per un tempo eccezionalmente lungo. Il 99% dei frutti era ancora della durezza di almeno 3kg di pressione e solo l’1% dei frutti presentava un leggero avvizzimento e/o morbido. Come si può notare dalle foto, la merce ha superato questo infinito tragitto senza subire decadimento, dimostrando al contrario con un livello qualitativo altissimo. Tant’è, che parte del container, lo abbiamo caricato per un’altra destinazione che necessita di ulteriori 30 giorni. Ci teniamo a precisare  he non abbiamo effettuato nessun trattamento post raccolta, utilizzando unicamente il freddo come conservante, e naturalmente alla base, la grande qualità italiana, nel caso specifico di origine veronese". 

Ringrazio cosi, tutte le case produttrici di imballaggio di alta qualità italiane, in questo caso specifico DS Smith Packaging – Lana (Bolzano), per darci la possibilità di presentarci anche su lunghe distanze, con tenuta di rilievo, perché anche presentarsi con l’imballaggio in ordine, ha la sua grandissima importanza - conclude Adelino Cordioli - Quanto sopra mi permette di dire che forse avremo perso negli ultimi tempi in competitività di prezzo rispetto agli altri produttori europei, ma per quanto riguarda la qualità della produzione tutta la filiera, fino alla logistica, non siamo secondi a nessuno!".

Il Cso, per evitare che questo spiacevole inconveniente possa ripetersi nel futuro, a danno delle nostre eccellenze, ha già attivata la procedura di import tolerance: i tempi per ottenerla non saranno brevi, ma intanto è stata avviata la pratica.

Fonte: Ufficio stampa Adfruit


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