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venerdì 9 aprile 2021


Fragole, come vincere la concorrenza

La fragola attira investimenti. Ci crede il mondo della ricerca e del breeding, ci credono i produttori, ci credono i distributori: il frutto ha un futuro promettente e può consentire al sistema ortofrutticolo italiano di competere sulle piazze internazionali e di soddisfare l'esigente mercato interno. In questo percorso l'innovazione varietale ha un ruolo cardine: c'è bisogno di varietà rustiche, capaci di aiutare il produttore a far sostenibilità in campo e ad offrire prodotti di qualità - buoni da mangiare e belli da vedere - ad un consumatore che, prima del prezzo, come emerge dalle ricerche del Monitor Ortofrutta di Agroter cerca rassicurazioni sull'assenza di pesticidi, sul gusto, sulla tracciabilità e sulla provenienza.



La nostra diretta di ieri dedicata alla fragola (clicca qui per rivederla) è stata ricca di spunti, sia nella prima parte dedicata alla ricerca varietale, sia nella seconda focalizzata su mercato e consumatori. Tanti argomenti, tanti ospiti e anche  diverse sollecitazioni dal pubblico, come quando è arrivata la fatidica domanda: come possono i produttori italiani competere con quelli spagnoli?

“Il prodotto spagnolo che arriva in Italia non può competere con le fragole nazionali in termini di prezzo – ha risposto Carmela Suriano, amministratrice della Compagnia delle Primizie – La qualità del prodotto italiano, privilegiato dal mercato interno, è sicuramente molto lontana da quella del prodotto spagnolo. I mercati principali per le fragole iberiche sono quelli del Nord Europa, dove arriva una fragola diversa, di qualità, con una buona shelf-life. Completamente diversa da quella che solitamente viene esportata in Italia”.

“I produttori italiani competono facendo attività sul prodotto di qualità – ha risposto Mirco Zanelli, direttore commerciale di Apofruit – Se parliamo di un prodotto standard, quello che le catene distributive definiscono basic, sul quale serve solo il prezzo migliore, allora la produzione italiana non è competitiva, sia nella fragola che in altre colture. Ma i produttori italiani possono contare su un importante lavoro fatto negli ultimi anni, con l'allungamento della campagna produttiva e varietà che danno qualità costanti nel tempo, con caratteristiche organolettiche riconoscibili: la qualità è l'arma per competere”.



Una qualità che parte dalla scelta varietale. Nova Siri Genetics sta lavorando per rispondere alle esigenze di produttori e consumatori. Lo fa ad esempio sviluppando varietà tolleranti ai principali patogeni, come ha illustrato il breeder Nicola Tufaro, ma prestando grande attenzione anche a precocità e produttività. “Il primo è un aspetto fondamentale sia per il consumatore che per il produttore: iniziare a raccogliere alla fine di dicembre è importante per tutti, tra l'altro consente prezzi di vendita interessanti”.

“Abbiamo bisogno di cultivar che ben si adattino ai nostri areali – ha ricordato Pietro Ciardiello, presidente di Mediterraneo Group - Piante con una loro rusticità, che crescono facilmente senza interventi eccessivi della chimica: stiamo facendo un lavoro enorme sul fronte degli insetti utili, della lotta biologica... La sostenibilità è fondamentale. E poi le fragole devono essere buone”.

Del collegamento tra ricerca pubblica e privata ha parlato il professor Bruno Mezzetti dell'Università Politecnica delle Marche. “Sono due linee diverse, ma che devono collaborare. Noi possiamo esplorare le risorse genetiche, caratterizzarle a livello genetico, genomico fenotipico, valutando adattabilità, resistenza alle malattie, qualità sensoriale, nutrizionale e generare così nuovo materiale genetico pre-breeding, che può essere una base genetica interessante per un programma di breeding condiviso con i privati”.



Tra i nuovi progetti di Nova Siri Genetics c'è quello del Club varietale dedicato alla fragola, un percorso per dare ulteriore valore ai frutti. “L'intento primario è quello di orientare il produttore verso varietà che possano soddisfare il mercato, sempre più esigente, mutevole e globalizzato – ha evidenziato Alida Stigliano, responsabile marketing – Con il Club vogliamo valorizzare un'offerta contraddistinta da partnership lungo la filiera, con brand che corrispondono a determinati posizionamenti di prodotto, armonizzando l'incontro tra domanda e offerta, aiutando sia il produttore che il consumatore attraverso politiche di marca che portano a riconoscere il prodotto e le sue caratteristiche distintive. Vogliamo smarcarci dalla competizione di prezzo, la nostra è una strategia di differenziazione, di segmentazione di mercato, con diversi brand associati a varietà. Inoltre con più varietà complementari tra loro vogliamo mettere a disposizione del produttore un panorama varietale che permetta di ampliare il calendario produttivo e di offerta, presidiando lo scaffale fino a 8-9 mesi all'anno. L'obiettivo è dare un valore reale al produttore e un valore percepibile al consumatore”.



La fragola ha uno spazio crescente in Gdo, ha infine ricordato Pietro Fiore, responsabile ortofrutta di Todis, insegna del gruppo Pac2000A Conad. Senza dimenticare che le vendite del frutto sono meteoropatiche, “le belle giornate invogliano a comprar fragole”. La catena è attenta a valorizzare la produzione italiana e nel futuro non esclude di inserire la referenza tra quelle della propria linea premium “A tutto sapore”, ma a patto di trovare una fragola che riesca ad esprimere elevate caratteristiche qualitative con continuità.

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