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mercoledì 21 ottobre 2020


Agrofarmaci, i singoli Paesi Ue possono vietarli

La sentenza della Corte di Giustizia Europea dà ragione alla Francia che ha vietato per decreto due sostanze ritenute dannose per le api (Acetamiprid e Thiacloprid), ma permesse dalla Ue. La sentenza fa discutere perchè stabilisce il principio che uno Stato membro possa proibire in casa propria e in tempi rapidi un agrofarmaco autorizzato a livello europeo. 

Alberto Gentili, responsabile agricoltura per Legambiente, alla notizia reagisce dicendo che “l’Italia ne deve seguire l’esempio". E continua: “Ora chiediamo che anche l’Italia vieti quelle due sostanze. Non solo: chiediamo una presa di posizione definitiva anche sul glifosato, che venga messo al bando una volta per tutte perché ci sono abbastanza evidenze del fatto che comporti un rischio elevato”.

Il presidente di Federchimica-Agrofarma, Alberto Ancora, non è d’accordo con la decisione in quanto sostiene che: “Con questa sentenza entriamo in un quadro normativo di estrema incertezza. Passa il principio che un Paese possa vietare molecole senza dimostrarne l’urgenza né portare elementi scientifici a supporto”. Ancora spiega che “per registrare un nuovo agrofarmaco ci vogliono 10-12 anni e un investimento che arriva anche a 300 milioni di euro. Logico che, in un quadro così incerto, le aziende siano scoraggiate a fare innovazione” e sottolinea come “negli ultimi anni siano sempre meno le sostanze a disposizione degli agricoltori. Il risultato è che allo scoppiare di un’emergenza, come ad esempio la cimice asiatica, veniamo colti di sorpresa”.

Fonte: www.ambientebio.it



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