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venerdì 19 ottobre 2018


«Clementine precoci, s'impone una riflessione»

Clima sempre più mite, sovrapproduzione e sovrapposizioni tra agrumi di diverse aree produttive sono elementi da tenere nella massima considerazione, per chi opera a monte della filiera delle clementine. Marco Eleuteri, consigliere con delega alla funzione commerciale e marketing dell’Op Armonia, rileva alcune criticità per il Made in Italy:  “La campagna 2018/19 - spiega - è partita in lieve ritardo rispetto all'anno scorso a causa, principalmente, delle temperature elevate di settembre e della prima metà di ottobre che hanno rallentato la colorazione danneggiando le varietà precoci e soprattutto medio-precoci, di cui è stata ritardata la maturazione. Quello degli autunni caldi ormai, è un fenomeno che si ripete con una certa regolarità negli ultimi anni: un cambio ormai strutturale che ha ridotto notevolmente lo spazio di mercato proprio delle cultivar medio precoci come lo Spinoso, che più di tutti soffre questa situazione poiché fatica ad assumere una colorazione piena ed inoltre ha una buccia molto fine che rende poco adatta la maturazione assistita”. 

“La Gdo nazionale nel mese di ottobre - aggiunge Eleuteri - tende ormai ad inserire negli assortimenti la famiglia Caffin/Oronules con tutte le sue mutazioni più precoci come Clemenrubi, Orogross, Cultifort, che rappresenta un gruppo varietale molto omogeneo per aspetto e gusto, per poi passare direttamente alla varietà Comune dagli ultimi giorni di questo mese, primi di novembre; del resto tutte le mutazioni ultraprecoci della famiglia Caffin/Oronules, Orogross in primis, si stanno diffondendo molto rapidamente, soprattutto nella zona produttiva particolarmente vocata dell'Arco Jonico, tanto che è lecito prevedere che lo spazio commerciale dello Spinoso, molto diffuso soprattutto in Calabria, andrà restringendosi molto velocemente”. 



Per quanto riguarda i consumi, il caldo non sta incentivando gli acquisti dei prodotti di stagione: “L’avvio della campagna delle clementine, se da un lato ha sofferto la ridotta disponibilità di prodotto - analizza Eleuteri - dall'altro non è stato affatto animato da una domanda sostenuta. Oltretutto va tenuto in considerazione l’incremento dell'offerta di varietà di mandarini tardivi dall'emisfero Sud, che si sovrappone alle primizie dell'emisfero Nord. E questo è un ulteriore elemento di riflessione per noi operatori nel momento in cui formuliamo piani di rinnovamento varietale: se la concorrenza Oltremare è in crescita e gli autunni continuano ad essere miti, la domanda delle nostre clementine precoci probabilmente ne risentirà per cui dovremo ponderare bene prima di realizzare nuovi impianti di varietà precoci”.

Tra i fattori che generano preoccupano per l'andamento commerciale della campagna appena iniziata, aggiunge Eleuteri, ce n'è un'altro, di natura congiunturale: “l’abbondante raccolto di mele, un prodotto altamente concorrenziale per le clementine. Quest'anno, a differenza del 2017, i volumi sono importanti e i prezzi decisamente inferiori”.

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