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lunedì 11 giugno 2018


Reti polifunzionali, ecco perché convengono

Il ciliegio è tra le specie frutticole per le quali l’adozione di reti anti-insetto desta maggiore attenzione, soprattutto a causa della crescente diffusione del moscerino della frutta (Drosophila suzukii). Le reti, però, sono utili anche per prevenire le spaccature da pioggia e i danni causati dalla grandine e dagli uccelli.
In quest’ottica, giovedì scorso all’Open day organizzato dalla Salvi Vivai in collaborazione con il Dipartimento di scienze agrarie dell’Università di Bologna, Stefano Lugli, responsabile scientifico del progetto, ha sottolineato i vantaggi quali-quantitativi delle coperture polifunzionali. Senza dimenticare gli aspetti ambientali e di salute pubblica derivanti dalla riduzione dell’apporto di prodotti fitosanitari, con riflessi positivi anche sull’estetica dei frutti.

“Abbiamo condotto una valutazione economica dell’utilizzo delle reti, che ha preso in considerazione anche gli investimenti iniziali richiesti e le notevoli modifiche gestionali degli impianti - ha detto Lugli a Italiafruit News - Per questo motivo, abbiamo messo a confronto due impianti di ciliegio con le stesse caratteristiche, di cui uno scoperto e uno protetto con rete polifunzionale ad azione anti-insetto monofilare. Ebbene, la copertura degli impianti, anche se estremamente costosa in termini di investimento iniziale, nel lungo periodo può risultare conveniente, soprattutto considerando la dannosità di Drosophila o di eventuali eventi atmosferici contrari”.



Stefano Lugli tra i filari di un ceraseto coperto con reti antinsetto "Keep in Touch System" in impianti ad altissima densità

“Il nostro studio – ha continuato il ricercatore dell’Alma Mater - ha dimostrato come la copertura di impianti che garantiscono rese medie intorno alle 13 tonnellate per ettaro può essere ammortizzata all’ottavo anno con 3 €/kg. Tempi di recupero dimezzati al quarto anno se le produzioni salgono a 15ton/ha o in caso di prezzi all’ingrosso di 4 €/kg. Valori facilmente raggiungibili con varietà di elevata qualità e calibro grosso, come sono ad esempio le ciliegie del gruppo Sweet”.

Si tratta, dunque, di periodi di ammortamento decisamente superiori a quelli di pesco e melo ma, se la tecnologia dell’impianto (densità, varietà/portinnesto, forma allevamento) consente una messa a frutto molto precoce con rese produttive alte insieme a standard qualitativi di assoluto rilievo, si potrebbe raggiungere una buona e precoce reddittività dopo appena 4-5 anni. Come accennato, tutto ciò stimando prezzi di liquidazione oltre i 3-4 €/kg.

“Ipotizzando una durata dell’impianto di ciliegio di almeno 15 anni, si può dunque considerare conveniente l’istallazione di strutture protettive multifunzionali e monofilari – conclude Lugli – Non solo di fronte all’emergenza Drosophila, ma anche contro le avversità climatiche o altri imprevisti. Azzerando i trattamenti insetticidi si producono ciliegie di elevata qualità praticamente a residuo zero”.

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