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venerdì 9 ottobre 2020


E-commerce, i numeri del boom

L’inarrestabile ascesa dell’online: il comparto alimentare è uno dei protagonisti nella crescita e diffusione dell’ecommerce nei mesi della pandemia e nella fase successiva al lockdown. La penetrazione dell’alimentare nell’online è, infatti, pressoché raddoppiata durante la chiusura totale causata dalla pandemia, quando il 17,2% dei consumatori ha acquistato almeno una volta attraverso il web. E’ quanto si legge nel rapporto di Iri presentato ieri al Netcomm Forum alla presenza di esponenti di spicco della moderna distribuzione. Il 2020 ha visto un’esplosione nelle vendite digitali di prodotti confezionati di largo consumo, che settimanalmente hanno fatto segnare un balzo mai sceso sotto il 50%, con il canale virtuale che ha raggiunto picchi del 288%. 

Un cambio di passo destinato a diventare strutturale nelle abitudini di acquisto, se è vero che il 36% ha continuato a fare la spesa online anche dopo il periodo clou della pandemia, privilegiando i siti web della Gdo, con un aumento della customer satisfaction arrivata a una valutazione di 7,5 contro il 6,5 nel periodo della pandemia. La spesa alimentare online, dunque - è stato detto al forum - è entrata a tutti gli effetti tra le abitudini di consumo degli italiani malgrado la difficoltà di varie insegne a soddisfare le richieste.



“Il boom dei canali digitali nel settore dell’e-grocery è dovuto, in particolare, all’adozione di nuove modalità di acquisto dei prodotti” ha detto Roberto Liscia, presidente di Netcomm. “La necessità di mantenere il distanziamento sociale e, al tempo stesso, di garantire la continuità del servizio, ha determinato l’affermarsi della consegna senza contatto. In particolare, un ruolo importante ha giocato il click & collect, vale a dire il ritiro in negozio della merce acquistata online, che nelle quote di vendita ha superato il 15% durante il lockdown, contro l’8,3% nel 2019, e si è attestato di poco sotto al 13% nella fase successiva. Una modalità di acquisto molto apprezzata dagli eShopper nell’alimentare, perché ritenuta più conveniente e veloce rispetto all’home delivery. Il click and collect ha riportato una crescita del +349% e c’è da aspettarsi che, da qui alla fine dell’anno, diventerà un’abitudine sempre più consolidata tra i consumatori”. 

L’esplosione dell’online e le differenti modalità di acquisto hanno variato e continuano a modificare la geografia del commercio, anche se negli ultimi mesi si osserva un riallineamento delle dinamiche dei canali distributivi alla situazione pre-Covid. Emerge, in particolare la crisi degli ipermercati, con un calo delle vendite del 9,6%, considerando complessivamente sia la fase Covid che quella successiva. Il commercio di prossimità, dopo il balzo del 16,1% nel lockdown, ha registrato una flessione del 3,2% nel periodo giugno-agosto. Tra chi invece accelera, si trovano Specialisti casa e persona (+11,7% post lockdown) e continua il forte sviluppo degli acquisti Lcc nel canale virtuale (+96,4%).



Nella tavola rotonda che ha accompagnato la presentazione del Report, Mario Gasbarrino - Ad Decò Italia e consigliere d’amministrazione, Cortilia - e Maniele Tasca - general manager Selex - hanno parlato dell'evoluzione dell'online: 

"Nell'online non c'è differenza tra consumatore italiano e straniero, la forbice con l'estero, dove questo canale è molto più sviluppato, è legato solo al deficit di offerta", ha detto Gasbarrino. Secondo cui ci sono due tipi di online: "quello cattivo del marketplace che propone una gamma infinita e distrugge i maxi store, e quello buono che parte dal negozio fisico, nei paraggi del cliente, e risponde ai bisogno dei consumatori in 24-48 ore adattandosi al modello dei supermercati, allargando l'offerta e riducendo i vincoli del fisico". 

Tasca ha confermato  l'accelerazione che sta caratterizzando l'ecommerce "dove avremo prevedibilmente un forte aumento della concorrenza, anche perché la gente va meno volentieri di prima nei punti vendita fisici ed è tornata a privilegiare il vicinato: tutte tendenze che stiamo monitorando con attenzione".


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“La crisi - ha concluso Liscia- ha messo tutti gli attori del food&grocery di fronte alla necessità di accelerare la propria trasformazione digitale. Occorre che tutti i brand si preparino a soddisfare le nuove esigenze di consumo evidenziate e investano sull’export digitale e sui rapporti con i nuovi intermediari. Se i negozi di quartiere, ad esempio, dovranno costruire e rafforzare la rete di partner e operatori del digitale con cui collaborare per rispondere alle nuove richieste di mercato, le grandi insegne che già operano nell’e-grocery dovranno migliorare i servizi offerti e fidelizzare i nuovi consumatori raggiunti negli scorsi mesi”.

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