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martedì 2 agosto 2016


Mutti, al via la campagna pomodoro

La selezione della materia prima privilegia la qualità rispetto alla destinazione industriale del prodotto, partendo dalla scelta del territorio più adatto per ciascuna varietà fino al livello ottimale di maturazione. Così lavora l’azienda Mutti di Parma, da oltre 100 anni leader nella lavorazione del pomodoro, per ottenere un prodotto finale dal gusto dolce, con ottima consistenza e colore rosso vivo.

“Il pomodoro per noi è da sempre il risultato della profonda unione tra uomini e territorio – commenta Francesco Mutti, amministratore delegato di Mutti Spa – Nel corso degli anni abbiamo saputo instaurare con le aziende conferenti un legame diretto, un rapporto solido e di grandissima fiducia, volto a un unico obiettivo: l’eccellenza del pomodoro”.

E, infatti, i conferitori - produttori agricoli selezionati, accuratamente identificati da un sistema di rintracciabilità di filiera - destinano ogni anno a Mutti pomodori con parametri qualitativi superiori alla media, che consentono il raggiungimento di prodotti finiti di qualità eccellente.

La campagna 2016, appena iniziata, non fa eccezione: sono stati selezionati oltre 500 produttori che conferiranno due terzi dei pomodori allo stabilimento di Parma, che produce polpa, passata e concentrato, e un terzo a quello di Fiordagosto, in provincia di Salerno, recentemente acquisito per la produzione diretta delle tipiche specialità del Sud Italia: pelati e pomodorini.



Per la raccolta stagionale, sono state assunte 460 persone nello stabilimento di Parma e 220 a Fiordagosto, che si aggiungono rispettivamente alle 140 e alle 15 con impiego fisso. A partire da quest’anno, poi, Mutti ha scelto di attivare anche il carpooling aziendale di Jojob, il servizio che tramite piattaforma web e app su smartphone permette di condividere l’auto nel tragitto casa-lavoro. Un servizio che conferma l’attenzione dell’azienda nei confronti dei propri collaboratori e dell’ambiente.

L’origine 100% italiana del pomodoro Mutti è attestata dalla certificazione di filiera. La qualità del prodotto e dei processi ha, infatti, un valore elevatissimo per l'azienda di Parma che dal 1999 – prima in Italia – certifica i propri prodotti con il marchio “Produzione Integrata Certificata”, al quale, dal 2001, si è aggiunta la dichiarazione “non Ogm”, che prevede un doppio controllo, sia sulle operazioni agricole, sia su piantine, pomodoro fresco e prodotto finito.

Il concetto di qualità eccellente coinvolge, poi, la sostenibilità ambientale. L’azienda – in collaborazione con Wwf e Università della Tuscia – ha avviato un progetto per calcolare la propria impronta idrica (concretizzando gli obiettivi di riduzione del 3% lungo tutta la filiera) e calcolato anche l’impronta di carbonio della propria attività produttiva, secondo il Ghg Protocol, il protocollo internazionale messo a punto dal World Resource Institute.

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