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martedì 14 settembre 2021


Uva sotto stress, i costi sono più alti dei prezzi

Come è strano il “mondo” dell’agricoltura. L’Italia vende ed esporta i prodotti ortofrutticoli di maggior qualità e sicurezza, realizzati rispettando i più alti standard produttivi per il bene dell’ambiente e la salute dei consumatori. Eppure, questi importanti "valori", spesso, non vengono ripagati giustamente dagli attori della grande distribuzione che operano a livello mondiale. E’ quanto sta succedendo quest’estate con l’uva da tavola pugliese, il cui comparto produttivo è in sofferenza per via degli aumenti dei costi legati a materiali di confezionamento, energia elettrica, gasolio, noli container, costi extra bancari, assicurativi e tasse. 

“I prezzi medi di vendita sono più bassi dell’anno scorso e, soprattutto, non sono soddisfacenti per coprire i maggiori costi che quest’anno devono sostenere produttori e confezionatori. Nel settore prevale quindi lo scoraggiamento”, rileva a Italiafruit News Giacomo Suglia, presidente dell’Apeo (Associazioni dei produttori e degli esportatori ortofrutticoli pugliesi) e vicepresidente di Fruitimprese. Secondo cui “i prezzi di mercato dell’uva da tavola dovrebbero essere almeno del 20% più alti rispetto a quelli attuali”.

“Con i nostri prodotti facciamo mangiare bene i consumatori italiani e mondiali, portando sui mercati frutti di alta qualità, sicuri, sostenibili e certificati. Tuttavia, il mercato non fa mangiare bene il comparto italiano dell’uva. Quest’estate stiamo andando in difficoltà perché spesso lavoriamo sottocosto, i consumi non sono alti e dobbiamo confezionare il 90% del prodotto per le esigenze dei mercati. Anche i colleghi spagnoli si stanno lamentando per una situazione che sta diventando insostenibile. La Gdo e gli importatori dovrebbero mettersi una mano sulla coscienza e provare ad aiutarci… basterebbe che un cestino di uva da mezzo chilo ci venisse pagato 0,5 euro in più. Un importo piccolo da spiegare ai consumatori, ma vitale per noi, per poter coprire gli aumenti generalizzati dei costi, che sono sotto gli occhi di tutti, e darci una prospettiva di futuro. Se andremo avanti così, gli investimenti del comparto pugliese non potranno che rallentare o subire un ridimensionamento”.



La stagione, per quanto riguarda la produzione, è favorevole. “Grazie al clima asciutto abbiamo ampia disponibilità di uve di alta qualità, buone da gustare e quasi perfette dal punto di vista fitosanitario. L’unico neo è il prezzo, che non corrisponde ai costi. Manca quindi l’incoraggiamento economico”, sottolinea ancora Suglia nel sollecitare lo Stato a creare con urgenza un Piano nazionale di lungo termine per l’agricoltura. Perchè “la situazione dell’uva è comune – conclude – a quella di tanti altri prodotti freschi e trasformati del Made in Italy”.

"Se l'Italia oggi offre i migliori prodotti agricoli del mondo, è merito degli investimenti fatti nei decenni dal settore privato. Serve un progetto politico serio per l'agricoltura che, va ricordato, è uno comparti più importanti dell'economia italiana. I produttori meritano rispetto".

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