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Bella di Cerignola giovedì 15 ottobre 2020


La Bella di Cerignola, l'anno della riscossa

Ottobre è il mese della raccolta delle olive da tavola italiane, tra cui spicca per notorietà la Bella di Cerignola, una delle varietà in assoluto più conosciute nel mondo. Un prodotto bellissimo ma anche gustoso che, da qualche giorno, le aziende agricole dell'agro di Cerignola hanno iniziato a raccogliere in maniera rigorosamente manuale. 

“La Bella Cerignola rappresenta circa il 90% delle olive da mensa che si producono nel territorio cerignolano. Di solito, le operazioni di campo proseguono per 30-40 giorni in funzione della posizione degli appezzamenti”, fa sapere a Italiafruit News l'agronomo pugliese Savino Diliddo 

“Quest'anno la combinazione tra le gelate primaverili, verificatesi ad aprile, e la siccità estiva ha determinato una limitata produzione sulle piante e ha favorito, di conseguenza, una maggiore presenza di calibri grossi”. 


 Savino Diliddo impegnato nella raccolta delle olive Bella di Cerignola

La qualità del prodotto che si sta raccogliendo a Cerignola appare generalmente buona. Anche perchè la mosca dell'olivo (Bactrocera oleaesembra aver danneggiato pochissimi frutti rispetto ad altre annate. 

"In una scala da uno a 10, darei un bel 7 alla qualità della stagione - precisa Diliddo - La produzione di grosso calibro non manca e, in generale, le caratteristiche organolettiche risultano in linea con gli standard. Inoltre, per fortuna, quest'anno la mosca ci ha concesso una tregua nonostante all’incertezza legata all'impossibilità di poter impiegare il Clorpirifos, recentemente bandito dall'Ue. Questo dimostra che i produttori locali sono riusciti a svolgere una buona difesa agronomica".

Dal punto di vista commerciale si può già registrare un interesse frizzante da parte di industrie ed operatori commerciali. “Dopo la stagione deficitaria del 2019, non poteva essere altrimenti - conclude Diliddo - Il mercato ha fame di Bella di Cerignola ed i produttori stanno vendendo senza problemi anche i calibri più piccoli. I prezzi all’origine sono normali: variano da 1 a 1,5 euro il chilo a seconda della pezzatura”.

Copyright 2020 Italiafruit News


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