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lunedì 6 aprile 2020


Post-gelo, la situazione di ciliegie e susine

Torna il bel tempo sull’Italia dopo due settimane senza tregua a causa del gelo notturno. Per fortuna, l’arrivo del clima caldo e soleggiato porta via il rischio di incorrere in altri ritorni di freddo tardivi. E pone quindi le cooperative, i consorzi e le grandi aziende nella condizione migliore per poter valutare con esattezza le effettive perdite sui volumi attesi di frutta estiva.

Alcune primarie realtà del settore hanno condotto rilievi approfonditi nei frutteti di drupacee durante i giorni di sole della scorsa settimana, potendo quindi già offrire un quadro realistico almeno per quanto riguarda i danni delle gelate del 24 e 25 marzo scorsi.

Nella giornata di venerdì scorso,
Walter Monari, direttore del Consorzio della ciliegia, della susina e della frutta tipica di Vignola (Modena) ha visitato moltissimi appezzamenti del comprensorio vignolese, dove ogni anno si producono circa 7mila tonnellate di ciliegie. “Il freddo ha colpito zone alterne del nostro territorio, impattando in modo alterno anche a livello varietale - dice a Italiafruit News - Sul ciliegio possiamo comunque già pensare di avere almeno il 50% di perdite. Anche le susine cino-giapponesi hanno avuto fortissimi danni, come era fin da subito prevedibile, mentre per quelle europee sembra che ci sarà una produzione discreta”.



“Prima o subito dopo le festività di Pasqua avremo la situazione più chiara: questa settimana, infatti, cercheremo di capire per bene le conseguenze delle due notti di gelo dei primi d’aprile”, evidenzia Monari.

Anche la cooperativa campana Ortofrutticola Lanzi, che coltiva circa 500 ettari di susine nel Casertano, si sta muovendo per aggiornare le indicazioni produttive della prossima campagna, la cui partenza è prevista per i primi giorni di giugno: “Già prima dell’arrivo del gelo - sottolinea a Italiafruit News Giuseppe D'Aniello - prevedevamo che quest’anno la produzione complessiva di susine sarebbe scesa del 20% circa sulla campagna precedente, caratterizzata però da una carica eccezionale. Aggiungendo anche le perdite causate dal freddo di fine marzo, pensiamo di raccogliere dal 40 al 50% dei volumi in meno rispetto all’anno scorso”.

“Secondo le nostre prime valutazioni, infatti, riteniamo che i danni da gelo alle susine del Casertano siano nell’ordine del 20-30% della produzione - conclude D'Aniello - Le gelate di fine marzo hanno colpito a macchia di leopardo il nostro areale: chi aveva appezzamenti nelle zone più basse, purtroppo, ha perso tutto”. 

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