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mercoledì 18 marzo 2020


Freddo in Romagna, pericolo scampato per La Buona Frutta

Nelle prime ore mattutine di lunedì 16 marzo, il termometro della stazione climatica vicino alla Caviro di Faenza (Ravenna), nei pressi dell’autostrada A14, ha segnato meno 5 gradi centigradi. Un crollo termico importante che potrebbe aver creato problemi alle drupacee di questa zona di pianura. Ci vorrà ancora qualche giorno, come abbiamo già scritto ieri (clicca qui per leggere l’articolo), per verificare sul campo le possibili conseguenze sulle piante di pesche, nettarine, albicocche e susine. Ma le preoccupazioni delle aziende frutticole emiliano-romagnole non mancano, anche per via delle previsioni fatte ieri dai siti meteo che, per il prossimo weekend, danno come probabile il ritorno dell’inverno in tutto il Nord Italia.

Stefano Dradi, responsabile tecnico dell'Op La Buona Frutta, spiega: “Nelle nostre aziende associate non ci risultano danni particolari, in quanto la temperatura minima che abbiamo misurato è stata di meno un grado centigrado. Martedì, invece, la minima mattutina si è attestata a un grado; in nessun impianto, quindi, siamo andati sottozero”.



La Buona Frutta coltiva le drupacee sia in provincia di Ravenna, tra Faenza, Bagnacavallo e Alfonsine, che nell’Imolese, dove solitamente le prime albicocche vengono staccate verso fine maggio. “A seconda delle zone, quest’anno la campagna della frutta estiva registra un anticipo quantificabile in 10-20 giorni”, specifica Dradi.

Che conclude: "Attualmente anche tutte le varietà più tardive sono in piena fioritura. Non è detto che l’anticipo attuale sarà riportato anche sull’epoca di maturazione. Nuovi e possibili ritorni di freddo potrebbero infatti rallentare le piante. Bisognerà vedere, inevitabilmente, il tempo che farà nei prossimi mesi per capire quando raccoglieremo i primi frutti".

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