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giovedì 19 dicembre 2019


Aglio cinese sotto accusa: presunta evasione da 26 milioni

Aleggiano dubbi sulle modalità tariffarie con cui la Cina esporta aglio in Europa. Nel 2018, secondo i dati dell'Eurostat, la Cina avrebbe spedito 41.079 tonnellate di aglio fresco nell'Ue. L'Atlante commerciale (Trade Atlas) dell'Organizzazione mondiale del commercio smentisce questo dato, indicando che il Paese del dragone ne avrebbe esportate 62.854 tonnellate qui in Europa, quindi 21.775 in più. 

Da cosa dipende questa differenza? Per l'Associazione spagnola dei produttori e dei commercianti di aglio (Anpca), facente parte della Federazione ortofrutticola Fepex, le aziende cinesi potrebbero aver messo in piedi un meccanismo di frode commerciale per evitare il pagamento dei dazi previsti per l'aglio fresco. Come? Immettendo il prodotto in Europa con il codice doganale Taric dell'aglio congelato, esente dalla tariffa aggiuntiva di 1,2 euro per chilogrammo stabilita per l'aglio fresco fuori dal contingente. 

L'Associazione spagnola, che rappresenta più di 1.800 produttori e 67 società commerciali, vuole vederci chiaro. A settembre ha scritto a Pierre Moscovici, commissario per gli Affari economici e finanziari, fiscalità e dogane della Commissione europea. E stamani porterà il tema all'attenzione del Gruppo di contatto misto sull'aglio tra Spagna, Italia e Francia che si tiene a Piacenza.

L'entità dell'evasione si attesterebbe a 26,1 milioni di euro nel solo 2018, secondo i calcoli dell'Anpca. "Questa violazione dei diritti è principalmente dovuta a una descrizione errata di alcuni codici Taric, che le autorità doganali degli Stati membri non verificano al momento della spedizione - fa sapere Fepex in una nota - Anpca ha quindi richiesto una modifica o un chiarimento sugli attuali codici Taric, al fine di stabilire la corretta identificazione di ciascuno degli elementi ed evitare possibili ingressi fraudolenti di aglio di altre origini in Europa". 

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