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martedì 17 dicembre 2019


«Piemonte, l’anno nero della corilicoltura»

"Il 2019 si chiude con un drammatico calo del ciclo produttivo della nocciola e la situazione contingente si sta ripercuotendo negativamente sull’intera filiera, dall’impresa agricola alle grandi aziende di trasformazione": parole del presidente di Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco, che spiega come "tutto ciò è stato principalmente causato dai cambiamenti climatici, che hanno determinato una scarsa impollinazione del nocciolo e, di conseguenza, scarse produzioni".

Tale situazione ha pesantemente condizionato l’esito produttivo e qualitativo della campagna corilicola e, dalla prime e più ottimistiche stime, la produzione si attesterebbe in calo del 40-50%.

Una buona notizia però c'è: "Possiamo infatti affermare - sottolinea - che le nocciole raccolte in quest’ultima annata hanno una discreta/buona qualità, accompagnata da una pezzatura media. A causa di una generale scarsità di offerta è scaturito un aumento dei prezzi, nettamente superiori a quelli dello scorso anno".

"Il 2019 verrà archiviato come l’anno nero della corilicoltura - concorda il direttore di Coldiretti Alessandria, Roberto Rampazzo - e, ad aumentare la preoccupazione, si aggiunge da una parte la quantità di nocciole importate, soprattutto dalla Turchia, nel nostro Paese e dall’altra la condizione di sostanziale schiavitù in cui vengono prodotte e raccolte. Da qui l’esigenza di portare sul mercato il valore aggiunto della trasparenza con l’obbligo di indicare in etichetta l’origine su tutti quegli alimenti ancora ‘anonimi’, a partire da quelli trasformati, come nel caso delle nocciole utilizzate nell’industria dolciaria”.

E lo sviluppo del settore passa attraverso accordi di filiera come quello stipulato da Coldiretti col gruppo dolciario Novi-Elah-Dufour di Novi Ligure, che coinvolge i produttori alessandrini e astigiani: vengono conferiti circa 10mila quintali di nocciole, esempio virtuoso di un’agroindustria che ha come obiettivo la tutela del Made in Italy per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese, per mantenere e valorizzare la distintività delle produzioni d’eccellenza.   

Fonte: Il Piccolo


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