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martedì 19 giugno 2018


Uva da tavola, le previsioni della Puglia

La campagna dell'uva da tavola sta per entrare nel vivo in Puglia, regione che, da sola, rappresenta il 70% della produzione nazionale, per un totale di circa 700mila tonnellate. Nella prima decade di luglio, infatti, i produttori cominceranno le attività di raccolta e commercializzazione del prodotto a pieno regime. Che, poi, proseguiranno per sei mesi, fino a dicembre. 

"Finora abbiamo avuto condizioni climatiche favorevoli per la crescita delle uve da tavola. Prevediamo quindi un'annata di buona produzione sia a livello quantitativo che qualitativo - dice a Italiafruit News Giacomo Suglia, presidente dell'Associazione dei produttori e degli esportatori ortofrutticoli pugliesi (Apeo) - Per quanto riguarda la vendita, invece, confidiamo nell'apprezzamento dei consumatori e della Gdo europea, affinché vi possano essere consumi adeguati e prezzi soddisfacenti per i produttori e gli esportatori, penalizzati dall'incremento dei costi per il gasolio, l'energia elettrica e il packaging".

Giacomo Suglia

Italia, Europa, Americhe e Medio Oriente sono i mercati di destinazione. "L'uva da tavola italiana - sottolinea Suglia - è riconosciuta in tutto il mondo per gli elevati standard fitosanitari e la qualità dei servizi offerti dalla filiera produttiva, a partire dalle soluzioni di confezionamento e dalla nostra professionalità. Non è una cosa da poco - prosegue - offrire un prodotto sempre fresco per sei mesi l'anno. Se parliamo di Europa, ad esempio, la nostra uva viene confezionata e spedita entro 24 ore dalla raccolta, così da poter arrivare sulle tavole dei consumatori in pochissimi giorni".

Attualmente circa il 30% della produzione pugliese riguarda le uve seedless. Ma questa percentuale, a fronte delle maggiori richieste del mercato internazionale, incrementerà fino al 50% entro la fine del 2022. "Stiamo seguendo la strada dell'innovazione varietale e della ricerca scientifica. Nei prossimi anni - conclude Suglia - sperimenteremo nuove varietà sia senza semi che con semi grazie all'accordo di collaborazione tecnico-scientifica tra il consorzio Nuvaut (Nuove varietà uva da tavola, ndr), che rappresenta 24 aziende pugliesi, e il Crea di Turi (Bari)".

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