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venerdì 15 giugno 2018


Contante senza limite, nel settore c'è chi fa il tifo

All’assemblea di Confesercenti di mercoledì il vicepremier Matteo Salvini ha ventilato l'ipotesi di abolire il limite per il contante fissato attualmente, dal decreto legislativo 90/2017, in tremila euro. Per importi superiori è necessario utilizzare metodi che garantiscano in qualche modo la tracciabilità della somma. Il “tetto” all’uso delle banconote è vissuto con sofferenza da alcuni operatori di settore, soprattutto dalle imprese dei Centri agroalimentari che operano con l'estero.

“Il Maap di Padova - dice il direttore generale Francesco Cera - è stato molto penalizzato dall’abbassamento della soglia per il cash fissato in 12.500 euro fino al 2008 e poi portato a mille e successivamente a tremila euro. Le aziende del nostro Mercato lavoravano in via prioritaria con clienti dell’Est Europa che non potendo utilizzare banconote e fare bonifici di notte per pagare camion di frutta e verdura del valore di 20mila euro e più, sono gradualmente andati in strutture all'ingrosso di altri Paesi”. “Un limite paradossale - prosegue Cera - se si tiene conto che, per norma europea è possibile l'importazione di denaro contante intra Ue fino ad un massimo di 12.500 euro. Non si può criminalizzare la carta-moneta. Auspichiamo si possa tornare al limiti più consoni alle esigenze degli imprenditori, nel settore sarebbe una boccato d'ossigeno soprattutto per chi opera con importatori d'Oltralpe”. 

“Se il Governo prenderà questo provvedimento - il commento della presidente dei dettaglianti dell’alimentazione Fida e vicepresidente di Confcommercio Donatella Prampolini Manzini - certamente non saremo contrari. A suo tempo contrastammo con decisione la fissazione del tetto a mille euro, poi innalzato in un secondo tempo. Riteniamo vi siano fasce di popolazione, gli anziani ad esempio, che hanno tutto il diritto di scegliere il mezzo di pagamento più gradito”. 

“Fatta questa premessa - aggiunge Prampolini - la progressiva diffusione della moneta elettronica è sicuramente una realtà che potrebbe aiutare ad abbassare i rischi legati alla gestione del contante sui punti vendita, ferma restando la necessità, non più propagabile. di azzerare i costi della moneta elettronica stessa, attualmente a carico esclusivo degli esercenti”.

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