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martedì 30 giugno 2015


Poca frutta all'Expo? E' ferma ai controlli...

Ma perché la frutta fresca, all’Expo, è così poco presente? E’la domanda dalla quale è partita la puntata di sabato scorso di "Tg3 Expo Week-Un mondo di regioni", andata in onda direttamente dall'area che sta ospitando l'Esposizione universale milanese. In studio Massimo Bernardini, autore televisivo, Luciano Atzori, biologo ed esperto in sicurezza alimentare, Luciano Lamberti del Mip-Politecnico Milano. “Una delle principali critiche dell’Expo è che nei padiglioni si vedono troppi video ma c’è poca frutta, poco contenuto”, esordisce la conduttrice. “Ma io ho visto tanti posti dove mangiarla…”, risponde Bernardini lasciando di fatto cadere quello che poteva rivelarsi un assist interessante per approfondire un quesito che si pongono in tanti.

“Portare qui all’Expo i frutti è stato complicatissimo, addirittura ci sono ancora alberi da sdoganare”, recupera allora la conduttrice che lancia un servizio sulla frutta esotica presente nei padiglione dello Zimbabwe e del Senegal: in primo piano il baobab, “l’unico frutto che ci arriva già disidratato, tanto salubre da essere comparabile a una farmacia”, ma anche  la palma della noce di cocco della Malesia e la palma da dattero del Bahrein, che ne conta oltre un centinaio di diverse tipologie.



“Il consumatore medio ha un amore-odio nei confronti della frutta esotica perché teme di non avere le adeguate garanzie fitosanitarie”, interviene al termine del servizio Atzori “ma questi frutti godono anche fama di essere elisir di lunga vita”. Una battuta anche sull’olio di palma che “non va demonizzato: è la dose che fa la differenza, si tratta solo di non esagerare”, dice ancora Atzori.

A questo punto viene lanciato un altro servizio, questa volta sulle tecnologie per la conservazione e commercializzazione della frutta, "di cui - viene spiegato - la Romagna è leader". Davanti al microfono appare Renzo Piraccini: “Senza innovazione non c’è futuro”, dice il presidente di Cesena Fiera, che sottolinea la leadership del Distretto cesenate nel settore tecnologico, "un primato che garantisce commesse in tutto il mondo".  Ma la frutta non solo è buona, fa anche bene: “se ogni italiano mettesse nel piatto 200 grammi in più di ortofrutta al giorno la spesa sanitaria potrebbe essere ridotta di almeno 1,5 miliardi di euro all'anno e si salverebbero decine di migliaia di italiani", afferma alle telecamere di Rai 3 Roberto Della Casa, managing director Agroter e Italiafruit News facendo riferimento ai risultati dell'Osservatorio Salute & Benessere.

La trasmissione, dopo essersi occupata della crisi della ciliegia Ferrovia, conclude la parentesi dedicata a frutta e verdura con un dibattito sul gusto della frutta "troppo spesso insipida" che spinge Atzori a commentare: "quella migliore? Biologica a chilometro zero".

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