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mercoledì 30 luglio 2014


Bando sul pastazzo di agrumi, Mise proroga la scadenza

Il Ministero dello Sviluppo Economico (MiSE) si è impegnato a prorogare al 20 settembre 2014 il termine di scadenza del Bando sul pastazzo di agrumi, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 12 giugno scorso, che prevede il finanziamento di progetti proposti da imprese ed enti di ricerca per risolvere il cronico problema dello scarto della lavorazione degli agrumi. Il bando è dedicato a imprese della Sicilia Orientale - province di Catania, Siracusa, Ragusa, Enna e Messina - e mette a disposizione 1,8 milioni di euro per "incentivare la ricerca industriale e lo sviluppo sperimentale finalizzati al reimpiego sostenibile degli scarti provenienti dalla lavorazione industriale degli agrumi".

Alla proroga si è giunti a Catania, lunedì 28 luglio, nel corso di un incontro promosso dall'Assessorato Regionale Attività Produttive di concerto con il MISE e con la collaborazione del Distretto Produttivi Agrumi di Sicilia che, alla riunione con i due enti, ha coinvolto le imprese della filiera agrumicola e gli enti di ricerca scientifica della Sicilia Orientale.

A relazionare sul bando erano la responsabile ministeriale del progetto, Gabriella Pecorini, Dario Tornabene, responsabile della ricerca e dei distretti produttivi dell'Assessorato regionale Attività Produttive e Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi di Sicilia. "Il Distretto – spiega la Argentati - ha invitato la filiera a proposte quanto più condivise possibili e qualora diverse, quanto meno complementari, frutto di un reale confronto tra le imprese e gli enti di ricerca che da anni studiano il problema e finalizzato a trovare una soluzione, che tutti sappiamo avrà ricadute positive sia in termini ambientali che economici sul territorio e su tutta la filiera agrumicola, tramite un efficace utilizzo delle risorse pubbliche".

Il Distretto Agrumi di Sicilia, inoltre, si propone come anello di congiunzione fra imprese ed enti di ricerca per trasferire i risultati degli studi scientifici a tutta la filiera. "In questo contesto – conclude la Argentati – s'inserisce anche il progetto sul riciclo del pastazzo di agrumi che il Distretto insieme all'Università degli Studi di Catania e alla Cooperativa Empedocle, sta portando avanti in questi mesi grazie al supporto di The Coca Cola Foundation. Un progetto di ricerca sperimentale e innovativo che la Sicilia agrumicola deve saper comporre e mettere a sistema per un efficace quadro d'insieme".

Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia

Nato nel 2005 come "Distretto Produttivo Arancia Rossa" – nome modificato nel giugno 2011 per poter valorizzare, riuniti sotto il brand "Sicilia", tutte le tipologie di agrumi prodotti nell'isola – il Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia è storicamente il primo grande esperimento di coesione fra aziende private, enti pubblici e rappresentanze agricole mai realizzato nella regione nel campo dell'agrumicoltura. 138 i partner: da un lato le imprese della filiera (105), singole ed associate, dall'altro i consorzi di tutela dei prodotti IGP e DOP (Arancia rossa di Sicilia, Arancia Bionda di Ribera, Limone Interdonato Messina, Limone di Siracusa, Mandarino di Ciaculli, quest'ultimo in fase di riconoscimento) le associazioni di categoria, le amministrazioni locali, ed enti di ricerca scientifica, turismo relazionale e cooperazione per un totale di 33 organismi. Il Distretto Agrumi di Sicilia rappresenta 2 mila addetti, oltre 21 mila ettari coltivati e produce un fatturato annuo all'ingrosso di oltre 400 milioni di euro. Nel giugno 2011 i partner hanno sottoscritto un Patto di Sviluppo per individuare le azioni necessarie al reale sostegno delle imprese della filiera.

Fonte: Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia


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