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giovedì 29 maggio 2014


RAPPORTO ANNUALE ISTAT, CIA: AUMENTANO I SEGNALI DI SOFFERENZA, ANCHE IN AGRICOLTURA

Un Paese con famiglie sempre più povere e consumi fermi al palo, in cui cresce la disoccupazione e il divario Nord-Sud, costretto a tagliare anche sul cibo per effetto del calo del potere d'acquisto e dove i giovani vanno via per cercare lavoro all'estero: il quadro che viene fuori dal Rapporto annuale dell'Istat (clicca qui per scaricare la sintesi) è sconfortante, con cittadini e imprese ormai "in trincea" che non ce la fanno ad andare avanti. Lo afferma la Cia-Confederazione italiana agricoltori, spiegando che "adesso il governo, forte del risultato elettorale, deve spingere sulle riforme, prendendo al più presto misure a sostegno delle famiglie e dell'occupazione, soprattutto giovanile".

Non c'è più tempo da perdere - spiega la Cia - anche perché aumentano i segnali di sofferenza. Basta pensare che nell'ultimo anno il numero di famiglie che fa abitualmente la spesa nelle "cattedrali del risparmio" come i discount e gli hard-discount è arrivato a quasi 7 milioni. Mentre è praticamente raddoppiata (dal 6,7 al 12,3 per cento) la quota di italiani che non può più permettersi di mangiare carne o pesce ogni giorno. Ma soprattutto, ed è il sintomo più preoccupante della condizione di disagio economico persistente, negli ultimi dodici mesi sono aumentati del 10 per cento circa gli italiani costretti a rivolgersi agli enti caritativi per un pasto gratuito o un pacco alimentare.

Anche le imprese, prima di tutto quelle agricole, sono allo stremo. Nel 2013 hanno chiuso i battenti quasi 33 mila aziende del settore - sottolinea la Cia - e quelle che restano sul mercato spesso non riescono a investire, a innovarsi, soffocate dalla "zavorra" dei costi produttivi, dai prezzi sui campi non remunerativi, dal "credit crunch" e dalla burocrazia elefantiaca. E, nonostante questo, continuano a creare lavoro rappresentando uno dei pochi comparti che oggi offre ancora opportunità ai giovani, con un aumento degli occupati "under 35" del 5,1 per cento nell'ultimo anno e il 17 per cento delle imprese agricole neonate con un titolare di età inferiore ai 30 anni. Per questo servono precise strategie per far fronte alle criticità. La politica si deve impegnare affinché il sistema produttivo possa tornare a crescere, partendo proprio dal settore primario.

Fonte: CIA
 


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