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Prezzi irrisori, i produttori distruggono il radicchio

Un campo rigoglioso pieno di cespi di radicchio Tondo precoce pronti per essere raccolti; in lontananza un rumore che si fa sempre più intenso, finché nel "quadro" compare un trattore con la fresa che passa e distrugge tutto. E’ il (triste) video condiviso su Facebook da alcuni produttori di Chioggia tra cui l’Azienda Agricola F.lli Boscolo Bielo. In pochi giorni le immagini - che a un certo punto mostrano un agricoltore sconsolato spiegare che “buttiamo via perché non ce la facciamo con le spese” - sono state condivise da decine e decine di utenti del social, portando alla ribalta un problema fortemente sentito nell’area del Veneto orientale dedicata alla coltivazione dell’ortaggio.
 
Il mercato dell’“oro rosso” chioggiotto era partito sotto cattivi auspici, e il mercato, purtroppo, non solo non è migliorato, ma è gradualmente peggiorato: vendite bloccate, prezzi di cessione ampiamente sotto i costi di raccolta con una flessione dalle quotazioni iniziali (basse ma in parte  accettabili) a 20-25 centesimi il chilo, con punte di 10 centesimi per il prodotto di qualità medio bassa. Per le aziende agricole, un dramma: si stima che al momento venga commercializzato meno di un terzo dello standard abituale.



“Abbiamo iniziato la raccolta una decina di giorni fa ma gli ordini, che di solito arrivano prevalentemente dall’estero, non ci sono e siamo obbligati a fresare il radicchio”, spiega Guido Boscolo Bielo. “All’ingrosso, al Mercato di Brondolo ma non solo, ci danno pochi spiccioli a fronte di un costo di produzione di circa 70 centesimi. E mentre l’offerta di fresco è in surplus, il prodotto frigoconservato resta in magazzino”. 

“Fino a questo momento abbiamo fresato circa 2 dei 25 ettari complessivi con radicchio pronto già da giorni che stava perdendo di freschezza e su altri 2 faremo lo stesso intervento in questi giorni”. L’azienda produce anche carote, l’altra specialità del territorio: “Speriamo vada meglio; il mercato inizia tra un mese circa, attorno al 20 maggio. Ci servirebbe una boccata d’ossigeno, ma è difficile essere ottimisti, anche per colpa dei problemi di reperimento della manodopera”.

Gli operatori chiedono interventi di supporto: “Anche gli scorsi anni il prezzo non era alto, ma con l’export, che per il nostro Tondo Rosso vale il 70-80% del totale, riuscivamo a salvarci”, conclude Guido Boscolo Bielo. “E’ una partenza di campagna drammatica, taglia le gambe e il morale. Le nostre aziende iniziano a investire già dal mese di dicembre; sono mesi che sosteniamo costi senza ricavare un euro”. L’investimento per produrre radicchio di Chioggia è stato calcolato in circa 10mila euro a ettaro: il sistema teme l’implosione.

Sotto il video:




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