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venerdì 17 gennaio 2020


Pere, rush finale per la campagna italiana

La pera italiana si appresta a vivere le ultime settimane della campagna 2019/20. Una stagione difficile e contrassegnata dalla necessità delle aziende del settore di mantenere i prezzi alti per rispondere al dimezzamento delle quantità disponibili in campo e all’elevata quota di scarto in fase di lavorazione. 

Tra i commercianti e gli esportatori, la previsione più ricorrente è quella di ultimare le consegne del frutto in giro per l'Europa entro l'inizio di marzo, registrando così un anticipo di circa due mesi rispetto all’anno scorso. "Credo che con le varietà Williams e Abate Fétel arriveremo probabilmente a fine febbraio. Poi ci rimarrà soltanto un po’ di Conference da smaltire”, dice a Italiafruit News Maicol Leonesi, commerciale dell'omonima società di Vignola (Modena), specializzata da più di 60 anni nel commercio della pera a livello europeo.

“Da inizio stagione ad oggi, le vendite del prodotto italiano sono state sempre centellinate per la necessità di praticare prezzi alti. Tuttavia solo con qualche gruppo estero della Gdo siamo riusciti a ricavare quotazioni adeguate al crollo produttivo e agli scarti. Con la maggior parte delle catene distributive e nei Mercati all’ingrosso, purtroppo, abbiamo fatto più fatica”.



Nel mercato europeo, in queste settimane di gennaio, si registra sempre la presenza di Belgio e Olanda che propongono le varietà Decana e Conference a prezzi ridotti. Mentre la Spagna ha da tempo terminato la campagna pericola, dopo avere destinato una quota importante della sua produzione in Italia e Francia. "Le pere spagnole ci hanno dato fastidio soprattutto nella parte iniziale della stagione, quando sostituivano il nostro prodotto in molti mercati", commenta Leonesi. 

"A marzo, una volta che sarà terminata questa difficile campagna nazionale, inizieremo a lavorare e commercializzare il prodotto proveniente dal Sudafrica, puntando su tre varietà: Abate Fétel, Kaiser e Williams. Quest’ultima cultivar si sta iniziando a raccogliere proprio in questi giorni: ci troviamo quindi nella fase di definizione del prezzo con gli operatori sudafricani”.

L’azienda emiliana sta commercializzando, oltre alle pere, anche le cipolle e patate italiane. “Per le prime si registrano rilevanti problemi di qualità, con alcune partite che raggiungono anche il 50-70% di scarto. Questa situazione ci comporta un netto aggravio dei costi di lavorazione e conservazione - conclude Maicol Leonesi - Per la patata, invece, la qualità si mantiene mediamente elevata e le vendite proseguono con regolarità rispetto ai nostri programmi”.

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