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mercoledì 13 ottobre 2021


Sos brassiche, i prezzi vanno rivisti al rialzo

C’è qualcosa da rivedere nei valori di mercato delle brassiche. Qualcosa di insignificante per i consumatori italiani, ma fondamentale per i produttori. I prezzi coi quali è partita (da circa 20 giorni) la nuova campagna autunno-invernale sono infatti più o meno gli stessi dell’anno scorso e, per alcune referenze, sono anche più bassi. Ma ciò che è cambiato, rispetto al 2020, sono i costi dell’elettricità, del gasolio e dei concimi.

Secondo Stefano Calevi, noto produttore dell’areale di Viterbo specializzato in brassiche, zucche e meloni, “basterebbe davvero poco per farci lavorare con una moderata soddisfazione e quindi per essere ricompensati dei nostri sforzi. Stiamo parlando di soli 5-8-10 centesimi di euro il chilo in più rispetto ai prezzi attuali. Un aumento che, per un articolo come il cavolfiore che pesa 1-1,2 chili, significa al massimo poco più di una decina di centesimi al pezzo”.



Tale necessità è dovuta in modo particolare ai costi crescenti per l’acquisto dei concimi e per l’elettricità ed il gasolio, necessari per l’irrigazione dei campi. La siccità estiva sta favorendo la qualità dei prodotti, ma ha anche determinato la necessità di realizzare un maggior numero di interventi irrigui. “I costi per irrigare sono saliti di almeno il 20%. I concimi di almeno il 40-50%. Adesso i conti non tornano, perché i prezzi di cavolfiore, cavolo cappuccio, crauti e verze andrebbero rivisti al rialzo. Si sta purtroppo lavorando senza fare margine – ravvisa il rappresentante dell’Azienda Fratelli Calevi – Speriamo che la Gdo italiana, la quale rappresenta il 90% del nostro mercato, comprenda le difficoltà dell’intero comparto sostenendo un piccolo aumento delle quotazioni per la tenuta dell’economia, del lavoro e anche dei territori che preserviamo e curiamo”.

Il mercato potrebbe comunque mettersi a posto da solo per effetto del freddo repentino degli ultimi giorni, che sta rallentando fortemente la maturazione dei frutti in tutte le zone produttive: “Finora non si sono visti rialzi dei prezzi, in quanto la domanda è buona ma si mantiene ancora stabile rispetto all’offerta. E’ possibile però che i valori di mercato tenderanno a salire nelle prossime settimane, soprattutto se i consumi cresceranno”.



Dal punto di vista strategico, Calevi ritiene che l’Italia debba ridurre leggermente le superfici coltivate a brassiche per favorire l’andamento della campagna commerciale. “Come azienda abbiamo fatto questa scelta, contraendo l’areale coltivato di circa il 10% rispetto all’anno scorso. Sono convinto che l’intero comparto produttivo guadagnerebbe più soldi lavorando meno, se tutte le aziende riducessero di poco gli ettaraggi”.

Oltre alle brassiche, la Fratelli Calevi sta commercializzando le proprie zucche coltivate a Viterbo: “Le varietà Hokkaido, Delica, Violina, Butternut e Moscata sono disponibili dal mese di settembre. La qualità dell’annata è ottima, mentre i volumi aziendali sono più scarsi del 30% circa rispetto all’anno scorso. In tutta Italia, il forte caldo ha sfavorito l’allegazione e, di conseguenza, le piante hanno prodotto pochi frutti. Alla fronte di tale situazione, la zucca si sta posizionando su prezzi leggermente più alti a quelli dell’autunno 2020”.

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