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venerdì 26 marzo 2021


«Vi racconto le strategie di Conad per il pomodoro»

Il pomodoro in casa Conad è un osservato speciale. Lo ha raccontato ieri durante il Live Streaming promosso da Enza Zaden (clicca qui per leggere la notizia) Riccardo Zampieri, buyer verdura della principale insegna distributiva italiana.



"Crediamo che la Marca del distributore abbia un ruolo rilevante nel guidare la scelta di acquisto del cliente: è importantissimo dare un assortimento definito, suddiviso per tipologia, formato e modalità di consumo - ha detto il manager - Stiamo lavorando da più di un anno attraverso un'azione a 360 gradi sulla qualità dei pomodori: per quanto riguarda il premium lanceremo nuove referenze che, per caratteristiche organolettiche e fisiche, si distingueranno dal mainstream. Per quanto riguarda il prodotto a marchio Conad Percorso Qualità, invece, stiamo analizzando e monitorando le performance dei vari prodotti nei vari areali e nel tempo: questo ci permetterà di avere una banca dati da utilizzare assieme ai fornitori per programmare in modo definito le campagne e offrire nel corso dei mesi i migliori prodotti per rapporto qualità prezzo".



Zampieri ha poi ricordato la corsa del confezionato, che sta guadagnando terreno come scelta del cliente, mentre sullo sviluppo delle produzioni in serre tecnologiche ha fatto questo ragionamento. "Sicuramente la ricerca in agricoltura ha aiutato molto la produzione, la serra tecnologica, in termini di standardizzazione, è una grande opportunità, ma va utilizzata per fare qualità e non quantità, altrimenti ci troviamo al punto di partenza. Siamo in un Paese dove le biodiversità climatiche ci consentono di avere prodotti eccellenti in termini organolettici, ancora superiori alla serra tecnologica".



Anche in casa Conad lo scorso anno il pomodoro ha marciato a "una velocità inferiore rispetto al totale reparto", ha annotato il buyer. Un po' perché durante il periodo estivo i consumi fuoricasa si sono ripresi, poi contestualmente c'è stato un buco produttivo e poi anche l'effetto del Tomato brown virus si è fatto sentire. Ma ci sono anche ragioni che valicano il tema Covid. "C'è una eterogeneità qualitativa, dovuta al lancio di tante varietà, che svantaggia il cliente nel riacquisto, dal momento che trova prodotti diversi l'uno dall'altro. Le performance dei pomodori snack, rispetto agli insalatari, è stata decisamente superiore: sono prodotti che si vendono confezionati e questo ha aiutato; ma il cliente - ha concluso Zampieri - ricerca sempre più un prodotto che premia il gusto e gli small size hanno come driver principale proprio il sapore".

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