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lunedì 22 febbraio 2021


Trentino, la cimice asiatica fa meno paura

Risultati molto positivi per il controllo della cimice asiatica nelle Valli del Noce, in Trentino. Il progetto triennale di lotta biologica, iniziato l'estate scorsa con il “lancio” di 110 vespe samurai (100 femmine e 10 maschi) in ognuno dei 20 siti individuati sul territorio, ha perfino superato le aspettative iniziali. I risultati dei monitoraggi - resi pubblici dalla Fondazione Edmund Mach - indicano infatti che il Trissolcus japonicus si è insediato in almeno il 30% dei punti di rilascio, in corrispondenza delle aree non gestite con la maggior presenza di cimice asiatica. 

“Gli individui rilasciati hanno mostrato un’efficacia molto elevata e una promettente capacità di dispersione all’interno delle colture agrarie. Inoltre, non sono state riscontrate parassitizzazioni di cimici autoctone da parte di T. japonicus”, sottolinea la Fem nella relazione “Cimice asiatica: evoluzione della popolazione nelle Valli del Noce, strategie di difesa integrata e di lotta biologica”, presentata alla 24esima Giornata tecnica “La frutticoltura delle Valli del Noce”.



Le vespe samurai rilasciate sono state allevate e moltiplicate presso le strutture di quarantena della Fem. “Questa prima annata si è dimostrata complessivamente positiva, e ci auguriamo che l’autorizzazione per i rilasci venga confermata anche per l’anno corrente, per poter facilitare e velocizzare la diffusione T. japonicus”, si legge nel documento, redatto da  Livia Zapponi, Daniele Barchetti, Matteo de Concini, Michele Berti, Claudio Panizza e Sara Zanoni.

La cimice asiatica è ormai insediata soprattutto nelle zone della bassa e media Valle. Nel corso della stagione 2020, i tecnici della Fondazione hanno controllato la presenza del patogeno in 50 punti ed avviato una positiva collaborazione con gli agricoltori trentini, coinvolgendoli direttamente nel monitoraggio con la registrazione dei controlli tramite una apposita App



“Al momento della raccolta del 2020, i danni causati dalla cimice asiatica ai frutti sono stati generalmente limitati e sensibilmente inferiori a quelli rilevati l’anno prima: rispetto al 5,7% di frutti danneggiati nel 2019, il numero è calato nel 2020 all'1,7%", fa sapere la Fondazione.

Nel 2021 verrà ripetuto un monitoraggio specifico su tutto il territorio e la strategia di difesa verrà impostata in base ai dati dei controlli, consigliando i prodotti fitosanitari impiegabili secondo il Disciplinare di produzione integrata della provincia di Trento.

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