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lunedì 9 novembre 2020


Semaforo verde agli affari nelle zone rosse

Zone rosse, vendite in verde: è tutto sommato positivo il bilancio della prima giornata di contrattazioni nei principali Mercati ortofrutticoli ubicati nelle regioni con le maggiori restrizioni a causa del Coronavirus. "A dispetto di ogni previsione quella di venerdì è stata una intensa giornata di attività mercatale", l'analisi del grossista Salvatore Musso, componente del direttivo Ago-Fedagro, dall'Ortomercato di Milano. "Buone le contrattazioni in termini di volumi per quanto, su alcuni prodotti, si siano abbassati notevolmente i prezzi. Quasi assenti i clienti che si occupano prevalentemente di forniture agli alberghi e ristoranti, nonché alle mense aziendali e scolastiche: i pochi presenti hanno comprato poco, ordini davvero ridotti al lumicino. Buona, viceversa, la presenza di ambulanti che, a differenza de colleghi che non si occupano di generi alimentari, possono continuare a vendere la loro frutta e verdura nei vari mercati rionali. Rilevanti infine - conclude Musso - i volumi trattati con i dettaglianti: la maggior parte di loro sono organizzati per le consegne a domicilio nei loro negozi".



La prima giornata di zona rossa ha portato con sè affari interessanti anche al Centro agroalimentare di Torino: "Un mercato molto brioso, migliore rispetto a quello di giovedì - il commento dell'agronomo Daniele Gotto - caratterizzato da vendite abbondanti che hanno soddisfatto gli operatori, molti dei quali temevano ripercussioni dalle misure restrittive. Così non è stato: auspichiamo che il trend si confermi su questi livelli anche nei prossimi giorni". L'alta affluenza è stata favorita dal clima mite e della giornata soleggiata: "Condizioni ideali per comprare nei mercati rionali dove le attività del food restano aperte e possono rappresentare anche una valvola di sfogo per la popolazione che non avrà molte occasioni di uscire".



"Nella prima giornata di zona rossa il Caat ha iniziato a rilevare la temperatura ai varchi senza particolari criticità per l’utenza", aggiunge il grossista torinese Stefano Cavaglià. "A livello di vendite, non mi pare sia stato diverso da un normale venerdì. I clienti hanno acquistato in modo ordinario, ma è tutta da verificare la risposta dei consumatori nel primo fine settimana di lockdown. Non dimentichiamo poi che manca all'appello l’Horeca: l’asporto non fa certamente volumi".

"Il cibo, in questa fase, è particolarmente importante per la gente - sottolinea Giuliano Gigliotti dal Mercato di Catanzaro, cuore pulsante dell'ingrosso nella terza regione rossa, la Calabria - Dopo le incertezze dei giorni precedenti all'emanazione del Dpcm che hanno frenato gli affari, la situazione si va assestando e le prospettive sono interessanti".

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