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martedì 22 settembre 2020


Alto Adige, contagi Covid tra i raccoglitori di mele

Tra i raccoglitori di mele in Alto Adige si registra un boom di contagi Covid. I laboratori dell'Azienda sanitaria provinciale giovedi` scorso hanno effettuato 1.916 tamponi, riscontrando 72 nuovi casi positivi, contro gli 11 del giorno precedente. Si tratta soprattutto di stagionali della Romania. L'incremento pero` non preoccupa piu` di tanto.

«I lavoratori vengono testati al loro arrivo in Italia e poi restano in quarantena aziendale, lavorando nei campi», spiega l'assessore alla sanita`, Thomas Widmann. Ogni autunno circa 17 mila stagionali dall'est arrivano in Alto Adige per la vendemmia e la raccolta delle mele.

Si tratta di un esercito invisibile che resta per poche settimane e poi torna a casa. E` una manodopera specializzata, sia per quanto riguarda il lavoro nei vigneti che nei meleti. Questa primavera il raccolto sembrava a rischio proprio per il blocco dei confini e aveva suscitato clamore un noto viticoltore altoatesino che aveva affittato un jet privato per portare in Italia le sue collaboratrici piu` esperte per il difficile lavoro di sfogliatura.

Nel frattempo i confini sono stati riaperti, ma il rischio Covid e` rimasto elevato. Per questo motivo la Provincia di Bolzano in vista della stagione del raccolto nei mesi scorsi ha introdotto l'obbligo di tampone per tutti gli stagionali che arrivano dall'estero e la loro permanenza in una quarantena attiva, una sorta di bolla.

«Lavorano e abitano in piccoli gruppi e di sera non vanno in paese», spiega l'assessore Widmann. In questo modo il rischio contagio dovrebbe restare circoscritto. Ora, in due aziende sono stati registrati sei casi e complessivamente sono 52 i lavoratori rumeni positivi. «La percentuale e` comunque minima rispetto ai numeri nel loro paese di origine», aggiunge Widmann. Secondo l'assessore, il modello altoatesino dei test a tappeto sia nel settore agricolo che turistico funziona.

Fonte: Il Gazzettino


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