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martedì 30 giugno 2020


Toscana, boom di vendite per i prodotti locali

Se prima andavano via via scomparendo, oggi sono presenti sul mercato in quantità abbondanti e riscuotono un grande successo tra i consumatori. Stiamo parlando dei prodotti ortofrutticoli tipici toscani, referenze che contribuiscono a valorizzare il territorio e la sua forza lavoro.
Come spiega a Italiafruit il grossista Daniele Municchi dell’azienda Geo che opera sul mercato ortofrutticolo di Firenze. “Ci riforniamo da 28 aziende agricole di Lido di Camaiore (Lucca) che tutto l’anno producono prodotti tipici come i fagioli serpenti, il pomodoro cupidissimo e il costoluto fiorentino, i cetrioli lunghi olandesi, il cavolo nero, i fagiolini boby e gli stortini gialli, le zucchine con il fiore, le insalatine a foglia di quercia, la lattuga pesciatina e tanti altri”.


Fagioli serpenti

“Siamo in questo settore da 35 anni grazie all’attività iniziata da mio padre – continua – e solo negli anni è stato possibile valorizzare il prodotto toscano tramite una lavorazione e un packaging ad hoc. In questa evoluzione, è stato fondamentali il rapporto con la Gdo, che ci ha chiesto imballaggi nuovi e ben riconoscibili: per questo abbiamo introdotto confezioni in legno con stampata la sagoma della nostra Regione e la classificazione ‘Prodotto toscano’. E’ un imballaggio standard per tutti i prodotti del territorio, che aiuta a riconoscerli e a premiarne la qualità”.



La produzione dei prodotti toscani è limitata alle serre durante il periodo invernale ma durante i mesi estivi conosce una vera e propria esplosione. I prodotti sono molto ricercati e, come testimonia il grossista “una volta esposti, si finiscono nel giro di cinque ore: l’attaccamento alle referenze locali è davvero molto forte. I più richiesti sono il pomodoro cuore di bue, i cetrioli lunghi e il pomodoro rosso fiorentino, che commercializziamo in volumi industriali”.


Fagiolini stortini gialli

Finchè si trovano - continua - tendiamo ad acquistare solo prodotti locali, dopo di che iniziamo ad importarli da fuori regione ma mai dall’estero. Faccio un esempio: se io oggi portassi sul mercato un pomodoro siciliano di qualità e con un packaging curato, lo venderei solo una volta terminati i prodotti toscani perché il rapporto tra prodotti locali e quelli provenienti da altre regioni è pari a dieci a uno”.


Cetrioli lunghi olandesi

E conclude: “Crediamo profondamente nei prodotti tipici, che sono a basso impatto ambientale perché a chilometro zero e perché fanno lavorare le aziende locali a gestione familiare che negli anni sono riuscite a specializzarsi. Il prezzo è ovviamente maggiore rispetto agli altri prodotti e, anche se con volumi elevati, riusciamo sempre a spuntare delle buone quotazioni. Si tratta di un vero e proprio lavoro di squadra tra noi grossisti che raccogliamo le preferenze e le comunichiamo ai produttori, indirizzandoli su una migliore lavorazione della merce”.



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