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martedì 23 giugno 2020


Caro prezzi, ennesimo attacco ingiustificato

Il 2020 continua all'insegna delle polemiche sul caro prezzi dell'ortofrutta. L'Unione nazionale dei consumatori, in una nota, ha alzato un nuovo polverone parlando di "rincari alle stelle a maggio per la frutta" sia nel confronto con lo stesso mese dell'anno precedente sia nel raffronto con aprile 2020. 

"In un solo mese i prezzi delle pesche salgono del 40,8%, quelli di altra frutta con nocciolo come albicocche e ciliegie del 28,3%", scrive l'associazione dei consumatori dopo aver minuziosamente elaborato i dati pubblici dell'Istat sui prezzi al consumo di maggio. "Rispetto allo scorso anno - prosegue - i frutti a bacca come fragole e frutti di bosco aumentano del 17,1%, le pere del 16,1% e le arance del 15,5%". 

Variazioni che portano l'Unione ad affermare la tesi che "si confermano speculazioni dei prezzi della frutta" anche a maggio, durante l'emergenza Covid-19. Già nei mesi scorsi, e precisamente a marzo, il Codacons aveva denunciano “sensibili rialzi dei prezzi di frutta e verdura per effetto del coronavirus, chiedendo l’intervento dei Nas contro le speculazioni sui listini” (clicca qui per leggere la nostra notizia di approfondimento).



Chi opera nel settore dell'ortofrutta sa bene che la realtà dei fatti è molto più complessa, che a causa del coronavirus i produttori hanno avuto un aggravio dei costi pari ad almeno il 20% rispetto al periodo pre-Covid e, soprattutto, che quando ci si riferisce a beni altamente deperibili parlare genericamente di speculazione, quindi di “attività intesa a conseguire un vantaggio personale, condotta senza scrupoli” (Fonte: Treccani), rischia di essere fuorviante e poco sensato soprattutto se non si considera l'impatto del meteo che, quest’anno, tra marzo e aprile ha drammaticamente ridotto i volumi di tutte le drupacee (pesche, nettarine, albicocche, ciliegie, ecc.) citate dall'Unione nazionale dei consumatori. Un principio basilare, quest’ultimo, che sarebbe appropriato non dimenticare mai nelle analisi che riguardano i prezzi al consumo.
 
“Da quando c’è il Covid-19 sarà la terza o la quarta volta che il settore dell’ortofrutta viene ingiustamente attaccato di speculazione da associazioni di consumatori" commenta a Italiafruit News Donatella Prampolini Manzini, presidente della Fida (Federazione Italiana Dettaglianti dell'Alimentazione), vice-presidente di Confcommercio-Imprese per l'Italia e presidente della D.iT, progetto di Centrale multi insegna e multibrand delle insegne Sigma, Sisa e Coa. "Le mele marce ci sono in tutti i comparti, ma questo non è comportamento della stragrande maggioranza degli operatori dei Mercati all'ingrosso, del dettaglio tradizionale e della distribuzione moderna. I forti rincari ci sono sui prodotti frutticoli che hanno avuto gravi problemi di carattere climatico. Ci si dimentica di dire, stranamente, che i prezzi della categoria delle verdure sono attualmente bassissimi e in certi casi si attestano anche al di sotto della soglia della minima retribuzione per la filiera produttiva”.

“In tutti questi mesi di crisi pandemica, fra l'altro, la gran parte degli attori della rete distributiva nazionale si è impegnata per tenere contenuti i prezzi al consumo dei prodotti basici. Ci piacerebbe, almeno una volta, che questo sforzo ci venisse riconosciuto piuttosto che continuare a dare notizie false”, conclude Prampolini Manzini. 



"Si tende purtroppo ad utilizzare in maniera scriteriata una parola, speculazione, che non si addice alla filiera dell’ortofrutta. Perchè piuttosto che indicare la lista dei rincari sulle drupacee, legata a svariati fattori tra cui il gelo, non si segnalano i più di dieci prodotti orticoli (pomodori, insalate, sedani, ecc.) che, rispetto a maggio 2019, stanno registrando prezzi vistosamente più bassi? Questa forma di comunicazione scandalistica, distruttiva e mai costruttiva, che punta unicamente ad allarmare il consumatore ci ha davvero stancato". Così Valentino Di Pisa, presidente della Fedagromercati Nazionale - organizzazione che rappresenta gli operatori grossisti ortofrutticoli all'interno dei Centri agroalimentari, ndr - critica senza mezze misure la notizia, rilanciata in questi giorni da alcuni importanti quotidiani e siti d’informazione.

"Anche gli stessi media generalisti - conclude - dovrebbero cominciare ad affrontare il tema dei prezzi dell'ortofrutta in modo molto più completo, giusto e serio". 

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