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venerdì 12 giugno 2020


Caos nocciole in Turchia, licenziamenti di massa all'ufficio statistico

Terremoto in casa dell'Ufficio di statistica della Turchia (Tuik). Il direttore della sede di Trebisonda, Hakan Göregen, e altri nove dirigenti dell'istituto sono stati licenziati per aver divulgato stime produttive sulle nocciole per la campagna 2020, senza averne la titolarità, quindi prima che il ministero dell'Agricoltura si esprimesse in merito. 

L'atto di licenziamento di massa, firmato dal Presidente Recep Tayyip Erdogan, è stato pubblicato il 9 giugno sulla Gazzetta ufficiale del Paese. 

Come abbiamo già scritto all'inizio di questa settimana, a maggio la Tuik aveva annunciato di stimare una raccolta di nocciole pari a 600mila tonnellate, prevedendo quindi un calo del 23% circa rispetto all'annata precedente, chiusa con 776mila tonnellate. 



Una proiezione iniziale che non si discosta tanto da quella appena fornita (620mila tonnellate) dall'Associazione mondiale del settore della frutta secca ed essiccata, l’Inc-International Nut and Dried Fruit Council, riunitasi mercoledì 10 giugno in teleconferenza.

A questo punto si attendono solo le stime ufficiali del ministero dell’Agricoltura turco, che dovrà necessariamente considerare anche i danni causati dalle condizioni climatiche avverse (pioggia, vento e grandine) che, negli ultimi giorni, stanno interessando diversi areali corilicoli. 

Solo da qui si potrà partire per capire meglio che tipo di campagna si possono aspettare produttori, importatori ed esportatori della filiera nazionale. Da sempre, infatti, la capacità produttiva della Turchia condiziona i prezzi del mercato globale, considerando che nel Paese di Erdogan vengono raccolte più della metà delle nocciole prodotte nel mondo. 

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