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mercoledì 13 maggio 2020


Funghi patogeni, un batterio per la difesa

È il bio-fungicida TAEGRO® l’ultima novità targata Syngenta, che segue il lancio di MINECTO ALPHA, insetticida presentato pochi giorni fa (clicca qui per leggere l’articolo). Il prodotto presenta delle caratteristiche decisamente innovative.



Innanzitutto, la prima novità riguarda il format di presentazione di TAEGRO, un vero e proprio talk show registrato in uno studio televisivo, e trasmesso in diretta streaming sul web tramite una piattaforma dedicata. La trasmissione è stata condotta dal giornalista Antonio Pascale che ha guidato il pubblico da casa alla scoperta dei segreti di TAEGRO, sollecitando gli esperti Syngenta chiamati in causa, nella fattispecie Claudio Malagrinò, Cp specialties marketing manager di Syngenta e Paolo Borsa, responsabile tecnico delle colture specializzate di Syngenta.



“TAEGRO soddisfa appieno le esigenze di una produzione sostenibile – spiega Malagrinò - grazie alle sue caratteristiche uniche. Potremmo definirlo un prodotto 'vivo', in quanto il principio attivo non è una molecola chimica sintetizzata in laboratorio, ma è un batterio che si trova in natura: il Bacillus amyloliquefaciens ceppo FZB24. E' proprio il ceppo specifico FZB24, frutto del lavoro di ricerca Syngenta, a fare la differenza, in quanto presenta un’attività fungicida particolarmente efficace su di un largo spettro di funghi patogeni”.



D’altronde l’etichetta parla chiaro. TAEGRO è efficace nella difesa dei principali funghi patogeni come Oidio, Botrite, Alternaria, Bremia e Sclerotina, ed è registrato su vite, solanacee, cucurbitacee, insalate e fragole. Occorre sottolineare come, a parte la vite e le insalate, è possibile distribuirlo solo nelle colture sottoserra.

L’altro punto di forza è senza dubbio il favorevole profilo ecotossicologico, che combinato alla sua praticità d’utilizzo fanno di TAEGRO uno strumento di difesa estremamente versatile in qualsiasi azienda ortofrutticola. “E' possibile inserire TAEGRO sia in agricoltura biologica che nei programmi di difesa integrata miscelandolo senza problemi con i principali agrofarmaci – illustra Paolo Borsa – Ma non è finita qui: il tempo di sicurezza è minimo, nell’ordine delle 4 ore, permettendo così di trattare fra una raccolta e l’altra. Inoltre, il formulato è concepito in modo tale da non imbrattare la superficie vegetale trattata, grazie anche ad un dosaggio minimo (neanche mezzo chilo ad ettaro)”.



Ma come è possibile quindi, che il prodotto sia così efficace? “Il segreto è di nuovo nel ceppo. Infatti, i batteri di Bacillus amyloliquefaciens del ceppo FZB24, difendono la pianta dai funghi patogeni grazie a tre diversi meccanismi d’azione, ovvero, la competizione a livello di superficie impedendo ad altri organismi di insediarsi, il rilascio di metaboliti con attività biocida e l’attivazione delle difese naturali (S.A.R.)”.

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