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lunedì 20 aprile 2020


Russia: consumi su, è Sos ortaggi

La Russia non riesce a produrre quantitativi di ortaggi sufficienti a soddisfare il fabbisogno interno e riduce la "pressione" alle frontiere: il ministero dell'Industria e del Commercio ha proposto di aumentare le quote di import esenti da dazio per un periodo massimo di due mesi. La misura si rende necessaria per ridurre i costi a carico degli importatori di beni essenziali e rimpinguare le scorte messe a dura prova dalla corsa agli acquisti in tempi di coronavirus. In un momento in cui il numero dei contagi è in crescita, il consumo di verdure è lievitato sensibilmente e i produttori locali non tengono il ritmo. A marzo, tra l'altro, le importazioni di prodotti vegetali da Paesi non aderenti alla Comunità degli Stati indipendenti erano diminuite del 4,4%, per un valore di 17,1 miliardi di dollari. Ora serve ridare slancio.


Nelle scorse settimane, intanto, lo scontrino medio nei supermercati e negozi alimentari di Mosca è cresciuto del 50%, come scrive la testata “Izvestia”. Nella seconda settimana di aprile si è registrato un balzo del 56% nei supermercati, mentre al dettaglio il progresso è stato del 44%. Più contenuta la crescita nel resto del Paese: il segno più oscilla mediamente dal 26 a 41%. Stando ai dati dell’Agenzia Tass, il 43% dei russi ha iniziato a spendere di più per il cibo mentre il 20% ha affermato che le restrizioni hanno apportato modifiche alla dieta: il 56% degli intervistati  ha iniziato a cucinare più spesso e il 12% ha ridotto la quantità di cibo consumato.

In prospettiva la Russia potrebbe rivelarsi un mercato strategico per rilanciare l’export italiano, non a caso negli ultimi tempi si sono moltiplicati gli appelli dal mondo ortofrutticolo per cancellare le sanzioni che causano l'embargo all'Ue. Il presidente di Federalimentare Luigi Scordamaglia nei giorni scorsi è tornato sul tema dichiarando che “nell’emergenza Covid la Russia è stata particolarmente vicina all’Italia: sarebbe molto bello se si potesse riprendere il rapporto di prima. Abbiamo chiesto e chiediamo oggi un’ulteriore apertura, togliendo le sanzioni e quindi l’embargo di risposta sui nostri prodotti visto l’aiuto selettivo dei russi nei confronti del nostro Paese”. 

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