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venerdì 20 marzo 2020


Anche la Gdo francese finisce sotto pressione

Anche la filiera distributiva francese finisce sotto pressione per l'emergenza generata dalla pandemia. Dopo che lunedì il presidente Emmanuel Macron ha annunciato misure di quarantena uguali a quelle italiane per almeno due settimane, la popolazione d’oltralpe ha preso d’assalto i supermercati svuotando gli scaffali e comprando in modo compulsivo. 

Nei giorni scorsi Bruno Le Maire, ministro dell'economia francese, ha quindi chiesto ai cittadini di adottare un comportamento più responsabile per garantire l'approvvigionamento alimentare nei giorni e nelle settimane a venire. Una cosa per niente scontata. “Ai francesi - ha detto - chiediamo di non fare corse all’accaparramento e di non comprare più del necessario”.

Facile a dirsi, ma difficile a farsi. Come evidenzia uno studio della società di ricerche Nielsen, questa settimana tutti i canali di vendita fisici hanno visto un consistente afflusso di consumatori, con l'e-commerce che è cresciuto addirittura “quattro volte più velocemente rispetto ai negozi tradizionali, del 31,2% rispetto al +8,1% della prima settimana di marzo”. 



Nei magazzini delle aziende alimentari, intanto, una parte degli operai non sta andando a lavorare per la paura di essere contagiato. Come ha denunciato Dominique Chargé, presidente della Coop de France, associazione che rappresenta 2.500 imprese cooperative del comparto agricolo e agroalimentare, i tassi di assenteismo nelle fabbriche si aggirano intorno al 15-20%, con punte del 30% in alcune strutture. "Si lavora ora per ora per garantire la continuità delle forniture - ha detto - Per adesso tutto sta continuando a funzionare e non ci sono interruzioni, ma siamo in allerta”.

E non si può trascurare nemmeno il problema della scomparsa della manodopera agricola straniera, che rischia di pregiudicare le prossime raccolte di asparagi e fragole. A questo proposito Fnsea, il principale sindacato agricolo francese, ha avvertito il governo a “prestare particolare attenzione al funzionamento del settore agricolo, che dovrà assumere molti lavoratori all'inizio delle prime raccolte. In un momento di chiusura dei confini - ha sottolineato - sono necessarie misure per incoraggiare l'occupazione e la flessibilità amministrativa in agricoltura”.

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