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venerdì 28 febbraio 2020


Siccità, Coldiretti Calabria chiede lo stato di calamità

La Coldiretti Calabria a causa della  situazione critica per la siccità che registra da lungo tempo l’assenza di precipitazioni significative e di alte e anomale temperature, ha scritto una lettera alla presidente della Regione Jole Santelli e al dipartimento regionale agricoltura per chiedere l’avvio delle procedure per il riconoscimento dello stato di calamità. Di questo ha informato anche i sindaci. 

“Ormai  - scrive il presidente regionale Franco Aceto – la situazione è di emergenza in particolare nella fascia Jonica che va da Sellia Marina a tutto il crotonese, in particolare l’altopiano di Isola di Capo Rizzuto, quale area di circa 4 mila ettari investita alla coltivazione di uno dei prodotti principe: il finocchio. Dalle segnalazioni che ci giungono nonché dai sopralluoghi effettuati dai nostri tecnici, la conta dei danni è già pesantissima e, fortemente esposta ad aggravamenti". 
"I produttori di finocchi - prosegue Aceto -  stanno interrando (distruggendo) tutti i campi poiché il caldo ha completamente compromesso la produzione in termini quantitativi e danneggiato la qualità del prodotto rendendolo non commerciabile nonostante le ripetute irrigazioni di soccorso che sono state possibili grazie all’encomiabile impegno del Consorzio di Bonifica". 
"Ma se in questa area si registra un quadro molto critico – aggiunge il presidente di Coldiretti -anche in tutte le aree agricole regionali, i terreni seminati a coltivazioni erbacee (grano duro, cereali, leguminose, erbai per la produzione di foraggio per gli allevamenti e pascoli montani), risultano gravemente secche e danneggiate". 
"Davanti a questo drammatico scenario con uno degli inverni più secchi e più caldi degli ultimi decenni, con una prospettiva, stando alle previsioni meteo aggiornate, affatto rassicurante – continua - si richiede l’adozione urgente di misure straordinarie. Una parte significativa del Pil e del reddito agricolo è gravemente perso e compromesso e, in assenza di adeguati provvedimenti di tutela, gli agricoltori rischiano di perdere anche gli aiuti Comunitari della Pacriferiti ai diversi comparti agricoli interessati.” 

Pertanto, la Coldiretti Calabria ha chiesto alla presidente Santelli di attivare con urgenza: 
  1.  la procedura per il riconoscimento dello stato di calamità per la concessione degli aiuti alle imprese agricole che hanno subito danni  per la perdita delle produzioni ed il riconoscimento della circostanza eccezionale a tutela dell’ammissibilità dei pagamenti  2020 degli aiuti diretti della Pac e dei premi del Psr i cui controlli satellitari volti a rilevare lo stato ordinario delle pratiche di coltivazioni potrebbero determinare il blocco e l’esclusione; 
  2.  l’erogazione dei saldi degli aiuti sull’annualità 2019 e delle annualità pregresse al fine di garantire una iniezione di liquidità alle imprese agricole da utilizzare per tutte le attività di soccorso praticabili. 
  3. La revisione delle datate concessioni in essere, in particolare quelle con la società A2a, che individuano il periodo irriguo dal mese di maggio fino a quello di settembre. Tale anomalia reca particolare pregiudizio alle produzioni agricole autunno vernine e a quelle precoci e in serra, considerato il cambiamento climatico, ormai in atto da più anni.
(In foto un agricoltore che distrugge i finocchi non più commercializzabili)

Fonte: Ufficio stampa Coldiretti Calabria


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