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mercoledì 8 gennaio 2020


Lo zero termico «rallenta» cavoli e cavolfiori

Le specie di brassiche più vendute, cavoli e cavolfiori, vengono da un periodo festivo di sostanziale calma. Ma la richiesta del mercato sembra essersi vivacizzata proprio in questo inizio di settimana, come conferma a Italiafruit News Stefano Calevi (in foto), titolare dell’Azienda agricola F.lli Calevi, solida realtà imprenditoriale dell'area viterbese che coltiva circa 300 ettari di brassiche tra cavolfiori (bianco, romanesco e colorati) e cavoli (broccolo, verza e cappuccio). 

L'anno nuovo dovrebbe portare, secondo le valutazioni dell'imprenditore, un incremento della domanda come conseguenza della progressiva riduzione dell'offerta in tutti i maggiori areali del nostro Paese, a partire da Lazio e Puglia

"La disponibilità attuale è molta ridotta a livello di quantità - spiega Stefano Calevi - Il prodotto sta infatti maturando lentamente, sia perchè alla mattina abbiamo ormai temperature prossime allo zero termico, sia perchè non piove da una decina di giorni". 



L'assenza di precipitazioni sta determinando, allo stesso tempo, un deciso miglioramento della sanità delle piante e quindi dei parametri qualitativi dei frutti. "Nelle prossime due settimane, stando alle ultime previsioni del tempo, le temperature mattutine resteranno intorno allo zero. Ci aspettiamo pertanto di ridurre ulteriormente la raccolta e, forse, potremmo avere difficoltà ad evadere tutte le richieste della Gdo”. 

La filosofia della F.lli Calevi è quella di vendere esclusivamente il prodotto raccolto nei propri terreni, al fine di assicurare la totale tracciabilità e la massima qualità possibile. “Oltre alle brassiche stiamo vendendo le nostre zucche - conclude l’imprenditore - La campagna della tipologia Delica è quasi finita per via della contrazione dei volumi raccolti. Mentre con Butternut, Hokkaido e Iron Cap termineremo l’attività verso metà febbraio”.

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