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lunedì 9 dicembre 2019


Plastic tax ridimensionata e rinviata a luglio

Nel braccio di ferro tra Italia Viva e il governo sulle tasse green vincono i renziani. Dopo 14 ore di riunioni per trovare la quadra sulle modifiche alla manovra e l’incontro al Colle tra Giuseppe Conte e Sergio Mattarella, il presidente del Consiglio, in conferenza stampa insieme al ministro dell’economia Roberto Gualtieri - scrive Il Fatto Quotidiano - ha annunciato venerdì una riduzione dell’85% della plastic tax e il suo rinvio a luglio, posticipando così di due mesi l’entrata in vigore, fissata nel testo base della manovra ad aprile. E lo slittamento riguarda anche la sugar tax: “Abbiamo deciso che è più giusto far partire questa misura dal 1 ottobre – ha detto Conte – per riformulare le linee produttive e rielaborare strategie imprenditoriali“. Del tutto eliminata invece la stretta sulle auto aziendali. Mentre l’aumento di 3 punti dell’Ires sugli utili dei concessionari colpirà solo quelli autostradali.

Su entrambe le tasse “green”, Italia Viva ha fatto ostruzionismo, presentando subemendamenti per ottenerne la totale eliminazione. Il risultato che portano a casa è una forte riduzione dell’imposta, almeno di quella che riguarda la plastica. Ma avevano insistito, e hanno ottenuto, anche l’azzeramento delle tasse sulle auto aziendali. Nonostante questo Conte, parlando ai giornalisti, ha citato più volte il Green New deal che “predichiamo ma ci prodighiamo anche per seguirlo” e le relative misure, da “valutare bene per non penalizzare nessun settore produttivo per un’Italia più pulita più verde e digitalizzata“.

“Ci siamo resi conto che poteva avere un impatto problematico – ha detto Conte in riferimento alla plastic tax -, ci sono arrivate segnalazioni dalle imprese del settore. Pur ritenendola una tassa di scopo – ha aggiunto – abbiamo ritenuto di dovere ridurre l’impatto dell’85%, quindi l’imposizione partirà dal 1 luglio e le imprese hanno tutto l’agio per adottare strategie imprenditoriali conseguenti”.

Secondo quanto emerge, la tassa sulla plastica scatterà da luglio e sarà dimezzata rispetto alle previsioni attuali di un euro al kg, anche se si era ipotizzato di ridurla ulteriormente a 40 centesimi al chilo. Slitta quindi di due mesi l’entrata in vigore, fissata nel testo base della manovra ad aprile, mentre l’importo sarà di 50 centesimi al kg. 

Agrinsieme si appella: "Chiediamo al governo di fare un ulteriore sforzo per abolire le tasse sulla plastica e sullo zucchero inserite nella legge di bilancio, le cosiddette plastic tax e sugar tax, poiché si tratta di misure che rischiano di impattare fortemente sul sistema agroalimentare nazionale, andando a creare un pesante danno economico alle imprese che operano nel comparto e bloccando lo sviluppo di intere filiere, con inevitabili ricadute sulla tenuta occupazionale; ribadiamo pertanto le nostre perplessità per ulteriori strette sulla tassazione che rischiano di avere come unico risultato l’ulteriore aggravamento della situazione dei produttori agricoli”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle cooperative agroalimentari, in merito al dibattito di queste ore sulle due tasse presenti nella manovra finanziaria. 

La tassa sulla plastica rischia di pesare in maniera esclusiva sulle migliaia di aziende che sono obbligate a usare plastica per imballaggi e confezioni porzionate, in ottemperanza a precise normative comunitarie per la vendita di prodotti alimentari; tassare le sole aziende italiane, inoltre, indebolisce la competitività delle nostre imprese rispetto a quelle non italiane e non colpite dalla stessa tassazione”, fa notare il coordinamento, spiegando di essere pronto a rafforzare il proprio impegno a ridurre l’uso della plastica, andando al contempo a incrementare l’impiego di alternative compostabili. 

“Un ragionamento simile si può mettere in campo per quanto riguarda la tassa sullo zucchero, che rischia di dare il colpo di grazia al comparto saccarifero nazionale, già pesantemente danneggiato dalla liberalizzazione delle quote che ha contribuito alla decimazione del numero di imprese e di zuccherifici”, aggiunge Agrinsieme, secondo cui è invece necessario orientare il dibattito verso l’individuazione di misure che siano adeguate ed effettivamente funzionali al raggiungimento dell’obiettivo di garantire la salvaguardia della salute e del benessere.

La sugar tax, inoltre, andrebbe a ripercuotersi direttamente sulla filiera dei succhi di frutta italiani, partendo ad esempio dalla produzione di arance italiane per le aranciate, e aprirebbe la strada al nutriscore, ovvero la cosiddetta etichetta al semaforo, nell’ottica di una semplificazione estrema dei prodotti alimentari, suddivisi in colori e categorie in base ai nutrienti che contengono”, conclude Agrinsieme. 

Distretto Agrumi di Sicilia: su plastic e sugar tax si trovi punto di incontro che non penalizzi la filiera agrumicola siciliana
In merito alla prospettata interruzione di approvvigionamento di succo italiano a favore di quello estero da parte di Coca-Cola, come Distretto Agrumi di Sicilia sappiamo che l'Azienda ha finora sempre creduto e investito nella filiera agrumicola siciliana, come testimoniano questi anni di intensa collaborazione reciproca. Auspichiamo quindi che il governo e i produttori di trasformati che acquistano agrumi siciliani freschi o semilavorati trovino un punto di incontro che non penalizzi la filiera agrumicola siciliana, le  imprese e i lavoratori.

Fonte: Ufficio stampa Agrinsieme e Distretto Agrumi di Sicilia


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