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giovedì 5 dicembre 2019


Nuove biotecnologie genetiche, forum a Padova

L'agricoltura moderna deve confrontarsi con grandi sfide, quali l'incremento demografico a livello mondiale, la contrazione delle terre coltivabili per effetto dell'urbanizzazione e dei cambiamenti climatici che stanno rendendo aride e improduttive vaste aree del pianeta. Inoltre c'è la necessità di ridurre l'impatto sull'ambiente dovuto all'impiego di concimi ed antiparassitari. Infine è necessario preservare la tipicità e la qualità delle produzioni agricole, in particolare di quelle italiane, sempre più spesso sottoposte all'attacco da parte di parassiti (funghi, batteri, insetti, eccetera)  e sottoposte all'azione di un clima alterato. A tutto ciò possono rispondere le nuove biotecnologie genetiche applicate all'agricoltura come, nel passato, sono stati fondamentali la selezione, l'ibridazione altri metodi di miglioramento delle piante coltivate. Di tutto ciò i massimi esperti di genetica agraria discuteranno lunedì 9 dicembre a Padova, al convegno “New Plant breeding techniques” su “Le nuove tecniche di miglioramento genetico delle piante per un’agricoltura sostenibile e competitiva”, promosso da Confagricoltura Padova, che si svolgerà alle 10 al Centro conferenze alla Stanga.

La giornata verrà aperta da Michele Barbetta, presidente di Confagricoltura Padova; Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto e Giuseppe Pan, assessore regionale all’Agricoltura, caccia e pesca della Regione Veneto. Seguiranno gli interventi di Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura; dell’europarlamentare Herbert Dorfmann; di Gianni Barcaccia, docente di genetica agraria e genomica applicata Dafnae dell’Università di Padova; Riccardo Velasco, direttore del Centro di viticoltura ed enologia Crea; Deborah Piovan, portavoce del progetto “Cibo per la mente”; Giuseppe Carli, presidente di Assosementi;  Mario Enrico Pè, presidente della Società italiana genetica agraria; Lavinia Scudiero, del comitato Grow Scientific Progress: crops matter!. Moderatrice dei lavori: Anna Meldolesi, giornalista e divulgatrice scientifica.

“La selezione delle piante coltivate è da sempre alla base dell’attività agricola – sottolinea Lodovico Giustiniani, presidente di Confagricoltura Veneto – e anche oggi stanno emergendo tecniche di miglioramento che, adeguatamente regolamentate, potrebbero essere di grande aiuto per affrontare le emergenze ambientali causate dai cambiamenti climatici e dall’inquinamento. Alcune nazioni ne hanno compreso le potenzialità, mentre l’Europa e l’Italia sono bloccate da una prudenza più ideologica che scientifica. Questa paralisi però non è più possibile, perché l’obiettivo di un’agricoltura produttiva, di qualità e a basso impatto ambientale si può perseguire solo con mezzi adeguati, il primo dei quali è rappresentato dalla qualità dei semi che si impiegano”.

“I progressi compiuti dalla ricerca in campo genetico hanno portato allo sviluppo di nuove biotecnologie per il miglioramento delle specie agroalimentari – spiega Michele Barbetta presidente di Confagricoltura Padova - Si tratta quindi di biotecnologie sostenibili, con grandi potenzialità che possono essere un’ottimale risposta alle sfide che attendono l’agricoltura nei prossimi anni. Se si darà spazio alla ricerca si potrà giungere a viti e frutteti  resistenti alle più comuni malattie fungine, che perciò non necessitano di trattamenti fitosanitari. Così pure sarà possibile ottenere cereali che fissano l'azoto atmosferico come sanno fare le leguminose, con un conseguente risparmio di concimi chimici e un vantaggio indiscutibile per l'ambiente”. 

Negli ultimi 15 anni il miglioramento genetico ha fatto aumentare dell’80 per cento la produzione europea di frumento, cresciuta di oltre 22 milioni di tonnellate, e di 3,3 milioni di tonnellate per quanto riguarda la colza. Un incremento necessario data la previsione di un incremento demografico che, entro il 2050, porterà a 9,8 miliardi di persone la popolazione del pianeta.

Fonte: Confagricoltura Padova


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