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martedì 9 luglio 2019


La frutta che verrà: incontro in Piemonte

Si è svolto a Saluzzo (Cuneo), nelle sale dell’Antico Palazzo comunale, il convegno “La frutta che verrà – Globalizzazione e produzione locale, come affrontare le nuove sfide del mercato” organizzato da Cia Cuneo per fare il punto sul comparto tra i più rappresentativi della produzione del territorio e tra i più importanti di Italia.

“La frutticoltura italiana e nel particolare quella cuneese – ha introdotto il presidente provinciale Cia Claudio Conterno – si trova in un momento in cui deve prendere decisioni strutturali, interrogarsi ragionando su cosa piantare, come produrre e come vendere. Più che mai sono necessarie l’attenzione alla qualità. La ricerca e la capacità di vendere nel mondo, il comparto deve rinnovarsi, ripartendo dalla base produttiva”.

Preciso e critico l’intervento del produttore Cia Giovanni Gullino: “L’attenzione va mantenuta sull’innovazione e la qualità organolettica per incontrare il favore dei consumatori e rinunciando ai soli volumi di produzione, come si faceva nel passato. Solo così si otterrà il Made in Italy reale, che va oltre le parole. L’agricoltura di oggi, per essere vincente, deve avere un approccio molto attento e programmato, prendendo a modello il mondo dell’industria. Inoltre, bisogna adattarsi al cambiamento: gli imprenditori che si dimostreranno più resilienti saranno quelli che emergeranno, mentre chi avrà maggiore resistenza al cambiamento farà fatica, in futuro”.

Giacomo Ballari e Lorenzo Berra
, presidente e coordinatore tecnico di Agrion hanno relazionato sui problemi tecnici colturali, con un focus dedicato ai nuovi insetti vettori di patologie, il clima e la siccità che rischiano di pregiudicare la produzione. Hanno inoltre informato dell’attività di ricerca della Fondazione di ricerca, a disposizione per tutte le aziende del territorio, in relazione con la rete universitaria e il Politecnico di Torino.
Pino Cornacchia, responsabile Dipartimento Sviluppo Agroalimentare Cia nazionale, si è soffermato sui dati catastali: “La frutta, con poco meno di 4 miliardi di euro, rappresenta il 7% del Prodotto Lordo Vendita. Un settore strategico per il nostro Paese che è il primo in classifica come esportazione di kiwi, uva da tavola e secondo per mele e pesche nettarine. Inoltre siamo il 78° Paese esportatore mondiale e il 13° importatore mondiale con un saldo in positivo. Nel 2018 però è stata registrata una perdita nella filiera del 16% di competitività”.

“Da questa crisi – ha riassunto il presidente nazionale Cia, Dino Scanavino – l’elemento che ci pone al centro del sistema è il potenziamento della ricerca tecnologica, scientifica, meccanica per soluzioni e patologie difficili da abbattere. L’Ue deve capire che la genetica non è equiparabile all’Ogm. L’alleggerimento della burocrazia con contributo del Governo in caso di perdite per essere più competitivi rispetto ai paesi meno penalizzati. Creare una rete d’interessi comuni che va dagli autotrasportatori alla distribuzione. Unire le diversificazioni produttive fiori all’occhiello del cuneese favorendo la stagionalità, allargando il paesaggio enogastronomico favorendo il turismo territoriale con la frutticoltura piemontese quale elemento distintivo abbinato alle grandi denominazioni che abbiamo”.

Fonte: ideawebtv.it


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